mercoledì, 16 aprile 2008 | in :
 
.
Confesso che ho sempre invidiato chi si innamora facilmente, confesso anche che la mia è stata invidia perchè da un pò, non sapevo più a cosa corrispondesse la parola amore. Amore inteso in senso universale, perchè quando non ami, non ami e basta. Non ami gli altri e non ami te stesso, non sai amare, punto.
.
Sta diventando maledettamente difficile innamorarsi, di uno sconosciuto, di una persona mai vista prima, di una persona che non eri neanche al corrente che esistesse, uno straniero. Nell'amore la cosa fondalmentale è questa, andare allo sbaraglio, senza nessuna indicazione, senza nessuno che ti possa dire "devi fare così" e di fare in un'altra maniera, no no, non funziona così, non ci sono coordinate, non ci sono bussole che ti aiutano a capire.
.
Ci piace una tipa, magari è passata come una cometa, magari non sai neanche come si chiama, non sai neanche come muove la bocca o magari in certi casi non sai neanche che viso abbia. Ha importanza secondo voi nell'amore il viso? Secondo voi l'amore da importanza ad una figura?
 .
C'è una costante, un dato preoccupante molto triste, non siamo più capaci di innamorarci o perlomeno pochissimo in alcuni casi proprio per nulla.
 .
I colpi di fulmine non scattano se non siamo preparati ad essere fulminati, non si tratta ne di andare in giro cercando a tutti costi l'anima gemella e neanche di chiudersi in casa sperando che l'anima gemella esca fuori dalla tv o che appaia aprendo il frigo.
 .
Bisogna prima fare un pò di pulizia interiore e eliminare quelle frasi così scontate e logore tipo: "io ho già dato abbastanza, adesso gli uomini non mi fregano più" "ho sofferto troppo e non voglio ancora soffrire" se non la smettiamo di incolpare quel povero essere umano che disgraziatamente si è innamorato di noi, se non la smettiamo di scaricare su quella persona che incautamente ha messo gli occhi su di noi, tutta la nostra diffidenza, tutta la nostra rabbia verso quello che c'è successo in passato, l'astio verso lo sconosciuto, solo perchè è sconosciuto, bè allora la scintilla non scatterà mai!
 .
Dalla razionalità, dal calcolare ogni singola cosa,dall'analizzare con la calcolatrice tutto quello che ci succede, dai compressi nascono solo amori fasulli e pesanti, che sono esattamente le coppie di oggi, gli inseparabili che presto o tardi si separano, si fanno le corna o estremizzando di più, uccidono la moglie dopo anni di convivenza splendida e si sentirà il vicino di casa alla tv dire: "ma era una coppia così normale, tranquilla, non avevano mai dato problemi" ecco è la normalità che ci distrugge.
 .
Solo amori fasulli e sesso, quello non manca mai, anche solo per una volta sola, anche per sbaglio, anche se dopo ci si sente dire, siamo grandi e vaccinati e queste cose si fanno.
 .
Amori veri VS Amori fasulli 0-1
 .
Vi racconto un aneddoto, sono stato innamorato per parecchio tempo di una ragazza, ovviamente lei non ne voleva sapere minimamente. Allora io un giorno comprai tanti fiori, e quanto dico tanti intendo dire che erano veramente tanti. Andai sotto casa sua  e l'aspettai sotto casa finchè non la vidi uscire. Si mise anche a piovere e cercavo di riparare i fiori come meglio potevo sotto qualche balcone. Ad un certo punto la vidi uscire, mi guarda, io la guardo con un sorrisino imbarazzato, guarda i fiori,  sbuffa e se ne và, e la vedo entrare dentro una macchina abbastanza costosa, con dentro un ragazzo.
 .
Un sorrisino, magari dire che "scemo che sei", un cenno di qualcosa che mi facesse capire che un cazzo di cuore ce l'hai, no eh? Magari ci si andava a prendere un caffè, quattro chiacchiere e tutto finiva lì. Poi finalmente decisi di liberare il mio cuore dopo tanto tempo da quella prigione e tutto finì lì.
 .
Per innamorarsi ci vuole coraggio...
 .
.
Buon innamoramento a voi.
DeMoNsSs @ 06:41 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
sabato, 12 aprile 2008 | in :
Capita che perdi di vista quello che dovresti fare, capita che la vita ti scivoli via e tu rimani fermo a guardarla mentre se  ne và, senza poter fare niente, capita che, il cielo, il mare, il sole, tutto quello che è la natura, ti lascia assolutamente indifferente e nn è certamente un bene. 
Un giovane viene chiamato dal re del suo paese e gli vengono affidate delle prove per comprendere se è capace di poter lavorare con lui o meno. Una di queste prove consiste nel portare un bicchiere colmo di acqua per tutto il palazzo, per poi ritornare dal re senza aver perso una goccia d'acqua. Il ragazzo accetta questa prova, sicuro di poterla passare molto facilmente. Gli viene dato il bicchiere stracolmo d'acqua e inizia a girare per il grande palazzo, facendo attenzione a nn far cadere neanche una goccia. Finito il giro, molto soddisfatto del fatto di essere riuscito a passare questa prova, va verso la grande stanza dove si trova il re. Adesso si trova davanti a lui con il bicchiere ancora pieno e con il viso soddisfatto e sorridente. Il re fa i complimenti al ragazzo e gli chiede di descrivere le stanze del suo palazzo, il ragazzo rimane stupefatto, lui era concentrato a nn far cadere l'acqua, tralasciando di guardare le bellezze che per tutto quel tempo lo circondavano.
DeMoNsSs @ 12:00 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 12 marzo 2008 | in :
DeMoNsSs @ 10:46 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
mercoledì, 20 febbraio 2008 | in :
Non scrivo ormai da diverso tempo. Motivo? NESSUNO.
Non ci deve essere per forza un motivo per tutto, però posso dire i "non motivi" per cui non ho scritto. Ho tempo da vendere e potrei scrivere 7 ore al giorno, ma evidentemente non lo faccio, come non faccio tante altre cose. Non curo le amicizie,e questo credo che sia il "non motivo" più grave, sono circondato da persone splendide sia qui che fuori, mi riferisco a Bussy a Giullie a Gaia a Ombretta e i miei compagni di sventura ormai da troppo tempo, ma faccio di tutto per allontanare queste persone da me. Non me ne volete, vi voglio bene sempre.  Grazie a tutti quelli che ogni tanto vengono a vedere se ho scritto qualcosa di nuovo. E' un periodo un pò così per me, credo che sia la prima volta che parlo direttamente di me, ho mollato tutto e tutti, tutti i progetti e tutte le persone e la cosa più grave e che non mi sento in colpa e che per me va bene tutto così. Cosa sarà? E la paura di affrontare la vita, avere le palle di sbagliare e di riniziare di nuovo e poi di nuovo e poi ancora di nuovo io quella forza adesso l'ho persa e non voglio lottare per niente. Ho il dito vicino sul tasto "reset" devo avere solo il coraggio di premerlo o di non premerlo. Questo piccolo scritto ve lo dovevo e ve lo meritate. Un grazie finale a steffy3. 

L'uomo non è né angelo né bestia e la disgrazia vuole che chi vuole fare l'angelo finisca col fare la bestia.

Felice vita a voi.
DeMoNsSs @ 09:41 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
mercoledì, 23 gennaio 2008 | in :
http://erikadevevolare.blog.tiscali.it//
DeMoNsSs @ 23:17 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 16 gennaio 2008 | in :

Anche io spesso mi chiedo se tutte queste cose che racconto qui sono vere, se facciano parte del mio vissuto o se sono “solo” dei brevi racconti. Domanda stupida, visto che la faccio a me stesso e visto che la risposta la so già. Forse qualcuno potrebbe dare un’importanza maggiore a questi racconti se dovessero essere veri ma soprattutto se dovessero far parte della mia vita. Io me ne fotto se un post è vero o meno, me ne fotto se un post può essere una storia vera o no, me ne fotto e non mi chiedo se una storia sia realmente accaduta, ma mi chiedo se mi ha lasciato qualcosa, per quanto possa essere piccolo un racconto mi chiedo se mi ha lasciato qualcosa su cui riflettere, se mi ha fatto commuovere e se mi ha aiutato a cambiare opinione su qualcosa.

Se siete entrati qui per leggere velocemente un post e lasciare un commento solamente per incrementare il vostro numero di commenti nei vostri blog, bè avete sbagliato posto, non vi chiuderò certamente la porta in faccia, ma almeno abbiate l’accortezza di entrare in punta di piedi e di pulirvi le scarpe prima di entrare.

Quando scrivo lo faccio perchè qualcosa mi ha lasciato il segno, lo faccio quando qualcosa mi ha colpito e ferito quello che chiamano cuore o almeno quello che ne è rimasto.

 Un po’ di tempo fa parlavo con uno scrittore che mi esponeva le sue perplessità su di un suo libro, si chiedeva se avrebbe potuto avere successo  verso il pubblico e a che pubblico si rivolgesse, io lo guardai  e gli feci solamente questa domanda:

Io: “ma tu scrivi per te o per il pubblico?!”

Lui:”a questa domanda rispondo solo in presenza del mio avvocato”

Ovviamente scherzava.

 A me non importa quante persone entrano qui dentro, mi basterebbe anche un solo ingresso, ovviamente non posso vietare a nessuno di entrare e ognuno è libero di leggere come meglio crede, e a me nessuno vieta di sbattermene allegramente di quello che viene detto su di me.

Se non vi basta e se proprio siete così morbosi da voler sapere se tutto quello che scrivo è vero oppure pura fantasia, sono anche disposto a soddisfare la vostra morbosità.

 “Non mi interessa scrivere per diletto ciò che altri per diletto leggerà. Mio obiettivo sono la vita e i problemi umani con tutti i loro inconvenienti e le loro difficoltà."

DeMoNsSs @ 08:13 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
lunedì, 07 gennaio 2008 | in : pensieri, riflessioni, vita, paura

Quante volte c’è capitato di non voler affrontare certe situazioni pesanti, quelle che richiedono coraggio ma io preferisco dire “palle” . Quante volte avremmo voluto nasconderci e non affrontare le nostre responsabilità, magari sperando che le cose si sistemino da sole o magari sperando che qualcuno le risolva per noi. 

Prendere una decisione difficile, come per esempio decidere di “staccare la spina”ad un tuo parente perché non ha più speranze di vita, è un peso enorme che nessuno vorrebbe affrontare ma non hai scelta, non hai vie d’uscita, la decisione la devi prendere tu e nessun altro. Stai lì immobile al capezzale, guardando dritto in faccia la persona che hai amato. Adesso invece la stai odiando perché speri in un suo gesto, speri in qualcosa che ti possa far prendere la decisione giusta e scagli verso il muro tutto quello che trovi sotto mano per la rabbia. E qualsiasi cosa farai, penserai sempre di aver fatto la scelta sbagliata e te lo porterai dentro per tutta la vita, vivrai una vita normale come tante altre e ogni tanto passerà una nuvola piena di pioggia a ricordarti le scelte sbagliate o presunte tali, che hai preso. E ti chiederai ogni giorno, se avresti potuto prendere un’altra decisione, ma decisioni giuste non ce n'è.

 

Hai aspettato così tanto, quasi sette anni, avete affrontato mille sacrifici e non pensavate che fosse così difficile riuscire a concepire un bimbo, ma finalmente l’esito è positivo, sei incinta.

Conti le settimane, ma anche i giorni, che ti separano dal grande evento, hai letto qualsiasi libro che hai trovato in biblioteca che riguardasse la gravidanza e anche dopo la gravidanza, hai comprato riviste e hai visitato mille siti web. Adesso finalmente la vedrai, finalmente avrai davanti il marmocchio che ti ha tirato calci per tutto questo tempo, finalmente saprai chi hai accarezzato attraverso il tuo pancione e a chi hai rivolto parole dolci e affettuose.

Il giorno arriva, la gioia e la preoccupazione si accavallano. Prima di entrare in sala parto mi hai detto di andare a prendere i vestitini per la nostra bimba. Ma qualcosa non và per il verso giusto, vedo uscire il medico con la faccia preoccupata che si dirige verso di me, vedo solo le labbra del medico muoversi e le poche parole che riesco a capire sono “ sua moglie ha preferito far vivere la sua bimba, lei non ce l’ha fatta”. Ha continuato a parlare, non so cos’ ha detto, probabilmente la causa della tua morte e perché hai preso quella decisione.

Adesso ho tra le braccia la piccola Chiara, io la guardo e lei rivolge il suo sguardo verso il cielo.

 

La vita fa paura, bisogna prendere delle decisioni che ci faranno soffrire o addirittura morire, dipende tutto da noi, non si può tornare indietro nel tempo e cambiare qualcosa. Nella vita le cose che contano non si ottengono mai con facilità.

DeMoNsSs @ 13:53 | commenti (15)(popup) | commenti (15)
venerdì, 28 dicembre 2007 | in : pensieri, amore, ricordi, amicizia


Ci sono momenti, situazioni, emozioni, sguardi, silenzi, sentimenti, attimi che non hanno prezzo. Parlare di “prezzo” significa che ci sia qualcosa che si possa comprare,  ma determinati momenti non solo non hanno prezzo, ma non si possono quantificare in nessuna maniera e soprattutto sono unici e in alcuni casi irripetibili. Possono essere paragonati ai fiocchi di neve, sono sempre diversi, incomparabili.

 Tornare nella tua terra, respirare la stessa aria che respiravi quando eri ancora piccolo, vedere il tuo mare, quello che hai visto per la prima volta nella tua vita, quello in cui hai imparato a nuotare e dove hai vissuto mille gioie. Ricordarti quando ancora avevi paura delle difficoltà, quando ti nascondevi per non affrontare i classici bulletti che volevano picchiarti senza nessun motivo e qualche volta ci sono pure riusciti. Tornare a casa e capire cosa vuol dire aver paura, cosa vuol dire affrontare la vita. Ti puoi nascondere dove vuoi, ma la paura ti farà sempre compagnia.

 Tornare a casa e trovare (con un pizzico di gioia ma anche con un po’ di dispiacere) che non è cambiato niente, che i palazzi, i negozi sono uguali a 17 anni fa, che l’edicolante che ti ha visto crescere è sempre lo stesso e quando chiedi il “Giornale di Sicilia” ti fa sempre la stessa identica domanda che ti faceva 17 anni fa, “il Giornale di Sicilia o la Sicilia?” e tu non puoi fare altro che sorridere.

 Cambiare città equivale ovviamente a cambiare vita, ma ti porta inevitabilmente a cancellare ricordi o perlomeno a metterli in un cassetto finchè non capita qualcosa che ti fa riaprire il cassetto e allora infili la mano e li tiri fuori ad uno ad uno e tutto riappare, come se li avessi vissuti ieri.

 Vedere visi e ricordare situazioni.  Professori che con te si sono disperati per farti entrare in testa una formula matematica o farti studiare qualche pagina di storia.

Poter camminare a testa alta e guardare dritto negli occhi e senza paura, chi faceva il prepotente con te, chi ti spintonava perché eri piccolo e non sapevi come difenderti, ma adesso sono loro ad abbassare lo sguardo, adesso sono loro a dover cambiare strada quando ti vedono.

 Incontrare per caso i tuoi primi amori e ricordarti la prima volta che ti sei innamorato. Quella ragazzina che ti voleva conoscere e che piaceva anche a te, tra tutti i tuoi amici aveva scelto te, ma non sapevi cosa dire, non sapevi cosa fare.

Alessia, la prima ragazza a cui ti sei dichiarato, hai trovato il coraggio e lo hai fatto, ma è andata male, mica sapevi che sarebbe stata solo la prima di tante.
La vedi adesso, come un miraggio passarti vicino, è identica a com’era 12 anni fa, quei capelli lunghi e ricci che ti facevano impazzire. Adesso ha gli occhi scuri e tristi e tiene per mano il suo bambino impegnato a cercare il suo regalo, chissà per festeggiare quale occasione, ti passa vicino e tu accarezzi la testa di quel piccolo come se accarezzassi il ricordo di quei anni, e non fa niente se lei fa finta di non vederti, per quale motivo non vuole incrociare il tuo sguardo non lo sai, forse vuole tenere chiuso quel cassetto. Ma sai benissimo che ti ha riconosciuto, ti sono caduti un po’ di capelli ma in compenso hai qualche brufolo in meno e non sei più un brutto anatroccolo, lei invece ha un marito e un bambino e chissà quante altre cose le saranno capitate.

 Quante persone incontrerai ancora che ti faranno rivivere un pezzo della tua vita? Che sia stata bella o brutta poco importa, è la tua vita.

DeMoNsSs @ 14:48 | commenti (15)(popup) | commenti (15)
giovedì, 20 dicembre 2007 | in :

 - Ho qualche problema non la connessione in questo periodo e purtroppo non posso visitare i vostri blog e lasciare qualche commento, spero che il problema si risolva presto. -

Vorrei ogni tanto parlare di argomenti allegri, che facciano ridere e riflettere allo stesso momento, un po’ come fa Beppe Grillo. Che ci posso fare, non sono capace e quando leggo determinate notizie o mi incazzo o mi rattristo.

 Non ho molto da dire, ma non perché non ho argomenti da trattare, ma perché in questi casi le parole servono a poco, anzi sono assolutamente inutili. Parlo delle numerose “morti bianche” e non voglio fare il giornalista della situazione che diffondono solo una determinata notizia, solo perché più eclatante, lo trovo squallido e di pessimo gusto.

 Non ci sono differenze tra chi è morto lavorando alla Thyssen Krupp e chi è morto facendo il muratore o qualsiasi altro lavoro. Non voglio prendermela con i giornalisti, devono sottostare a questo sistema se vogliono uno stipendio, per fortuna io non vengo pagato da nessuno e posso scrivere quello che voglio.

Penso alle famiglie di queste persone, penso ai loro bambini, alle loro mogli. Sono morti per vivere, per sbarcare il lunario, magari il loro lavoro non gli piaceva neanche, si alzavano la mattina e sbuffavano perché dovevano affrontare un altro giorno di lavoro, duro lavoro, ma per la famiglia si fa questo ed altro, per amore si fa questo ed altro, per vivere si fa questo ed altro.

 "Siamo pronti ad accertare i fatti, e a far sì che in tutti gli altri stabilimenti che abbiamo in Italia non si ripetano", sottolinea Giovani Bertoni, responsabile della Thyssen Krupp Italia.

 Caro Giovanni, a te piace viaggiare con la tua bella macchina nuova di zecca e tirata a lucido, ti piace avere una bella casa, un bel vestito firmato, farti ogni anno un bel viaggio con la tua famiglia.

Ma hai il coraggio di guardati allo specchio? Non ti ritieni responsabile di quello che è successo, perché è sempre meglio fare lo scarica barile, che avere le palle e affrontare la realtà, vero Giovanni?

 Il padre di Rosario, che guarda caso ha il tuo stesso nome, ha espresso il suo dolore con una frase molto significativa e che io ti ripeto. Guardati bene le mani Giovanni Bertoni, perché ce le hai sporche di sangue e se ti fa piacere non sei l’unico!

DeMoNsSs @ 19:15 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 13 dicembre 2007 | in :
Perchè scriviamo nei blog? Quante vite nei blog. Quanti racconti.  Quante disgrazie e quanta allegria. C'è chi lotta per qualcosa, c'è chi racconta la sua vita, c'è chi vuole diventare uno scrittore e si cimenta in brevi racconti a puntate, chi lotta contro un male incurabile, chi cerca un pò di compagnia, chi vuole condividere il suo dolore, chi vuole urlare a tutta la blogsfera il suo amore per qualcuno o chi piange per la perdita di qualcuno, chi vuole essere magra e bella, raggiungere la perfezione cercando d contare ogni kcal di quello che mangia, chi ha scritto un libro e vuole continuare il suo cammino qui.

C'è chi aiuta un amico WWW.AMICIDILUCA.COM, chi torna in Italia dopo 10 anni di lontananza, chi viaggia e racconta per filo e per segno le meraviglie della nostra Terra, chi racconta la sua vita tramite delle foto, chi beve per dimenticare, chi è andato a Manchester per l'erasmus, c'è chi fa politica,  chi giudica e viene giudicato, chi esalta il fascismo e chi lo schifa, chi si fa vedere nuda o racconta le sue avventure di sesso, chi vive e lavora lontano da casa molto lontano tipo Irlanda, chi lo fà perchè è terapeutico scrivere in un blog, chi racconta una vita che vorrebbe avere, chi racconta le uscite con gli amici,chi è appassionato di qualche telefilm o personaggio famoso, chi pubblica i suoi disegni o i suoi fumetti, chi scrive poesie, chi racconta le sue disavventure a lavoro, chi si occupa di temi sociali, chi vuole parlare della propria religione e chi la vuole criticare, chi cerca di smettere di fumare, chi cerca qualcosa,
qualcuno, un motivo, un perchè.

Chi raccoglie una serie di filmati divertenti, chi appena arriva il natale nè elogia le caratteristiche e chi odia l'atmosfera natalizia, chi vende qualcosa, chi racconta la vita matrimoniale con bisticci ma anche
infinito amore, chi fa vedere l'ultima borsa o scarpe trendy, chi sperimenta, chi lo fà perchè nel suo paese scrivere in un blog è considerato illegale e sfida il governo, finchè dei vigliacchi vestiti da soldatini bussano alla loro porta per arrestarli. E chi come me scrive perchè alleggerisce, perchè allevia, perchè ti
sfoga e ti svuota per poi riempirti e risvuotarti di nuovo.

Tanta felicità a voi ragazzi e ragazze bloghettiani,e anche se doveste aver superato l'età dei "ragazzi/e" chissenefrega, siete belli uguale!
DeMoNsSs @ 19:55 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
lunedì, 10 dicembre 2007 | in : pensieri, amore, racconti

I perchè nella nostra vita sono tanti ma non sono mai abbastanza.
Cercare risposte per un'amica che è morta in un terribile incidente, proprio quella ragazza di cui ti eri innamorato. Sapevi benissimo che non si sarebbe messa con te, ma tu continuavi a sperare, chissà forse un giorno...
E un giorno capita che il suo ragazzo ha bevuto troppo, è tardi e bisogna tornare a casa. Prende la macchina, non è la prima volta che guida quando ha bevuto, la strada tanto la conosce alla perfezione. Corre, lei dice di rallentare un pò, anche se dovesse arrivare 5 minuti in ritardo non succederebbe niente, sentire sua mamma strillare non le fa molto piacere, ma tanto non sarà nè la prima nè l'ultima volta. Invece sarà l'ultima volta, la macchina sbanda sull'asfalto umido, si sentono le urla delle ruote che si confondono con le urla della ragazza, lei stringe le sue piccole mani in un pugno e chiude gli occhi. La corsa della macchina si ferma davanti ad un albero, lui riesci ad aprire gli occhi, ma lei non li aprirà più.

Nella notte si sente squillare un cellulare. Quando arriva un sms nessuno pensa che ti stà per preannunciare una disgrazia, una catastrofe che ti lascerà il segno per tutta la vita. Poche parole scritte su di un display, coincise, perchè in questi casi non si sà che parole usare, e qualsiasi parola è superflua.

"Talvolta nella vita le cose cambiano nel tempo di un sospiro, ancor prima che riusciamo ad abituarcene, mi dispiace".  
DeMoNsSs @ 06:28 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
sabato, 01 dicembre 2007 | in : pensieri, amore, riflessioni, amicizia,
Riusciamo ancora ad essere amici? Riusciamo veramente a comprendere la parola "amicizia" a darle la giusta importanza che si merita? Mi è stata posta una domanda in un commento: "cos'è per te l'amore? E perchè oggi, come tu dici, non sappiamo piu' amare?"
La domanda posta certamente non è delle più semplici. Si può parlare dell'amore che Dio ha per i suoi figli, ma allora molti risponderebbero "come mai se Dio ama così tanto i suoi figli, permette che vengano uccisi dei bimbi piccoli? Che colpa ne hanno loro?" Questa ed altre domande mi sono state poste tante e tante volte, si può rispondere in mille modi per "giustificare" questo massacro, ma un bimbo morto, rimane un bimbo morto, e le giustificazioni le lascio a chi si occupa di religione, perchè è difficile spiegare a una mamma che il Dio che ti ama così tanto ha permesso che tuo figlio venga ucciso. Che sia chiaro non stò criticando, stò solo mettendo sul piatto diverse pietanze, voi mangiate quello che volete e giudicate pure.

Amore e amicizia sono strettamente legati, e se in un'amicizia non c'è amore, si può solamente definire conoscenza, oppure rispetto reciproco, oppure convenienza, oppure opportunismo, oppure "farsi compagnia" insomma in mille altri modi, ma non amicizia. Per quanto mi riguarda in amicizia io ho utilizzato sempre questa frase " tu mi puoi offendere e dirmi tutto quello che vuoi, ma se io ti voglio bene te ne vorrò sempre e comunque".

Perchè l'amore o l'amicizia o qualsiasi altro sentimento non può e non deve essere condizianato da delle parole, da delle offese. Se il sentimento è puro, rimane tale e quale, rimane invariato anche se dalla tua bocca usciranno dei suoni che mi potrebbero offendere. Seno che sentimento sarebbe? Un sentimento che muta e che si regge su delle parole e gesti?

Tutto si regge sulla fiducia che abbiamo negli altri, dobbiamo avere fiducia, siamo quasi costretti, non potremmo vivere senza dare fiducia agli altri. Le difficoltà iniziano quando perdiamo fiducia nelle persone, quando iniziamo a vederle come una possibile minaccia nella nostra vita e allora cerchiamo meno contatti possibili, ci chiudiamo in casa ed evitiamo così che qualcuno ci possa fare del male.

L'amico aiuta l'amico a proseguire il proprio cammino nella libertà.

Spesso sottovalutiamo l'amicizia. Quando corteggiamo una ragazza spesso ci siamo sentiti dire "rimaniamo amici" la risposta da parte del ragazzo è  quasi sempre la stessa "dobbiamo rimanere solo amici?"
Solo amici? Questo non è sottovalutare l'amicizia? L'unico elemento che manca all'amicizia è il rapporto sessuale, ma si può essere innamorati di un'amica senza desiderare rapporti sessuali? A voi la risposta. Concludo con un passo di Gibran.
Non mi piace lasciare dediche e non lo farò più, ma questo post lo dedico ad un'amica; Gagà l'ho scritto pensando a quella discussione che abbiamo avuto, e alla tua splendida capacità di risolverla con poche parole, semplici e tenere, che mi hanno sorpreso.

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio,
ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.

Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi
lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?

Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
DeMoNsSs @ 11:08 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
martedì, 20 novembre 2007 | in : razzismo, solidarietà, barboni, extracomunitari, olbia
Il Sindaco di Olbia Gianni Giovannelli per rendere la sua città più sicura firma tre ordinanze, una delle tre contiene qualcosa di molto preoccupante e imbarazzante; il divieto di accattonaggio per strada.

 I barboni dovranno nascondersi, rifugiarsi tra i boschi, insomma non devono farsi vedere dalla belle gente che passeggia per Olbia, con abiti firmati Dolce&Gubbana. La città di Olbia è molto famosa (almeno in Sardegna) per avere un atteggiamento altezzoso verso le minoranze, verso le persone che non possono permettersi un tenore di vita alto, ed anche un atteggiamento razzista verso gli extracomunitari.

 L'ospitalità di Olbia verso le persone meno fortunate non esiste, un detto dice: "occhio non vede, cuore non duole" gli olbiesi preferiscono non vedere le persone che stanno peggio di loro, non vogliono vedere dei barboni per strada che chiedono l'elemosina per comprarsi un pezzo di pane.

E' in programma un aumento di assunzioni di nuovi agenti di polizia, per fronteggiare la criminalità per l'aumento di extracomunitari, un'idea sarebbe assumere e formare extracomunitari e barboni per toglierli dalla strada, questo sarebbe un bel esempio di solidarietà.

Barboni e extracomunitari di Olbia io preferisco voi ai ragazzini omologati firmati Dolce&Fanculizatevi.

Leggetevi questa storia, persone vuote, e riflettete.


La storia di ANIELLO 

Un giorno mi trovavo lì perché dovevo partire, mi avvicino ai telefoni per una telefonata e ricordo che questo vecchietto in modo molto gentile mi chiese se avevo 500 lire (prima c'erano delle panchine sistemate vicino alle colonnine dei telefoni dove i barboni si sedevano, oggi non ci sono più), gli diedi le 500 lire e con molta cortesia mi ringraziò.
Dopo qualche giorno mi ritrovai di nuovo alla stazione: essendo rappresentante di abbigliamento viaggiavo spesso, e lo incontro di nuovo; questa volta lo saluto, mi risponde, mi chiede di nuovo le 500 lire. Gliele dò, mi ringrazia, gli dico ciao senza scappare come avevo fatto la prima volta.

La terza volta ci tornai apposta: lui era sempre lì, mi avvicinai con discrezione e cominciammo a parlare. Viaggiando spesso ho sempre pensato che dovevo aver incontrato Aniello anche in passato, anche se non me ne ricordavo.
Aniello mi raccontò della sua vita, della famiglia, dei fratelli tutti morti, di nipoti con cui aveva perso i contatti. II suo lavoro era stato "oliatore di saracinesche": lubrificava i binari delle saracinesche dei negozi; insomma si arrangiava, si guadagnava la giornata.
     

In una città come Napoli, quante persone lavorano a nero, si arrangiano?

Aniello non si era sposato, forse anche a causa della sua precaria condizione; aveva avuto una piccolissima stanzetta al rione Sanità.
L'età gli aveva complicato la vita, non era riuscito più ad arrangiarsi ed era finito alla stazione.
Perché non era andato in un dormitorio, in un istituto per anziani? Non lo so, ci sono delle cose che noi non possiamo capire, possiamo solo accogliere e rispettare senza avere la pretesa di voler cambiare la vita alle persone.
Quando il tempo era buono Aniello se ne andava un po' in giro anche se poi in realtà passava tutto il suo tempo alla stazione; era diventato anziano, non ce la faceva più tanto a camminare e quindi non si allontanava molto.
Era un tipo molto allegro, ci facevamo un sacco di risate quando mi raccontava delle sue ragazzate.

Una volta in occasione del suo compleanno andammo a mangiare in una trattoria vicino alla stazione che lui conosceva, da "Zi' Caterina".

Ricordo che mangiò senza dire una parola, penso che fosse da molto che non si sedeva a tavola con qualcuno.
La sua casa era la stazione; lì si lavava, si cambiava quando riusciva a procurarsi indumenti puliti, dormiva sui treni, insomma lì viveva, tra la gente, tra i tanti che passavano correndo, distratti, frettolosi.
     

E lì è morto!
Lo trovarono una mattina senza vita, in un vagone ferroviario dove si era rifugiato per passare la notte.

L'amicizia con Aniello, insieme all'ascolto del Vangelo, che sempre più chiaramente sembrava dire: "Vivi la tua vita, ma non dimenticarti di chi è più povero e sfortunato di te" rappresentò l'inizio di un vero e proprio servizio alla stazione.

Tutti i giovedì, verso le otto di sera, andavo alla stazione portando un termos con il latte e panini. Le prime volte andai da solo poi si formò un vero e proprio gruppo di volontari.

II servizio è continuato per più di tre anni ed in questi tre anni ho incontrato tantissime persone.
Quelle che ho conosciuto meglio sono per lo più adulti ed anziani, per un motivo molto semplice: i giovani, tanti, non stanno quasi mai nello stesso posto, si spostano, viaggiano, vanno da una città all'altra.

Una umanità disorientata fatta da ragazzi con enormi problemi familiari alle spalle, con problemi di droga ed alcolismo, da ragazze scappate di casa con l'illusione di una vita libera mentre poi finiscono sui marciapiedi; una umanità fatta anche da ragazzini di 10/12 anni senza un controllo familiare o addirittura cacciati di casa perché i genitori separati hanno iniziato una convivenza con qualcuno che non li vuole tra i piedi; una umanità fatta di stranieri venuti dai loro paesi poveri, inseguendo il miraggio di una sistemazione e che affannano a trovare qualcosa da fare.

Il servizio mirava ai bisogni concreti e quindi ci si preoccupava delle cose da mangiare, portavamo indumenti; se qualcuno non stava bene si cercava di farlo curare accompagnandolo in ospedale ed andandolo a trovare. Ma una delle cose che per noi era importante era trovare il tempo ed il modo per fermarsi a parlare con loro e ad ascoltarli.
     

Mi è rimasto impresso quello che un giorno mi disse un barbone: "Grazie per esserti fermato a parlare con me".
Non grazie per il panino o per la coperta, questo era sottinteso, ma grazie per averlo ascoltato.

Come è facile essere solo tra la folla. Credo che qualche volta anche noi avvertiamo questa sensazione, che fortunatamente per noi è passeggera.

Veramente dovremmo sempre ringraziare il Signore che non ci ha lasciato soli, donandoci fratelli e sorelle.
DeMoNsSs @ 08:47 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
lunedì, 19 novembre 2007 | in :
Moby Prince: aggredito un consulente tecnico, spariti i documenti.

Il Moby Prince era una nave traghetto che si scontrò in mare con la petroliera agip ad una velocità piuttosto sostenuta. A causa di questo urto, il traghetto fu spruzzato da tonnellate di petrolio. In poco tempo la Moby Prince prese fuoco. Ci sono diversi punti oscuri in questa tragedia ancora tutta da chiarire.

Il consulente tecnico che si occupata di questa tragedia, è stato aggredito da 4 uomini incappucciati, gli è stato spruzzato una sostanza per stordirlo lo hanno fatto entrare in macchina e dato fuoco all'autovettura.

Per fortuna è riuscito ad uscire dalla macchina, quando l'abitacolo si stava riempiendo di fumo.

Sono stati rubati dei documenti.

Chi aveva l'interessa di aggredire questa persona? Chi lo vuole uccidere? Chi sono i mandanti?

La risposta è ovvia, ma siccome ci tengo a non essere arrestato o querelato da qualcuno, la risposta ve la lascio immaginare. Sò solo che adesso devono iniziare a darci delle risposte su molte tragedie italiane rimaste nel cassetto per troppo tempo.

Adesso iniziamo veramente ad essere incazzati neri.
DeMoNsSs @ 11:35 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 16 novembre 2007 | in : inquinamento, ambiente


Sono queste immagini che mi riscaldano il cuore!
DeMoNsSs @ 07:47 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
sabato, 10 novembre 2007 | in : video, pecore, consumismo, centrocommerciale
Mi trovo costretto a postare un altro filmato. Coincidenza ha voluto che pochi giorni fa a Palermo in un centro commerciale, venissero venduti dei telefonini supertecnologici a "soli" 99 euro.  Conosco bene la Sicilia, una partecipazione così "calorosa" non l'ho mai vista, nemmeno nei svariati periodi in cui mancava l'acqua anche per 15 giorni. Però per un telefonino ci si può arrabbiare molto, per l'acqua no! E' un pò lungo, ma guardatelo tutto.

 
DeMoNsSs @ 17:46 | commenti (4)(popup) | commenti (4)