martedì, 07 aprile 2009 | in :

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:

" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,  sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in  fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai  addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".

" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."

Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io  mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei  che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato  lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. "L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

DeMoNsSs @ 12:09 | commenti (popup) | commenti
martedì, 07 aprile 2009 | in :

Si apre la porta scorrevole del treno e poggio finalmente un piede sul suolo della stazione ferroviaria.

Mi guardo un po' in giro, volto la testa a destra e a sinistra per orientarmi, ci sono stato già diverse volte in questa città, per i piu' disparati motivi, anche in questa città ho lasciato un pezzo di me, tanti ricordi da “giovane esploratore” buttato in qualche albergo da quattro soldi.

Alzo la testa per cercare i cartelloni che indicano la via d'uscita e mi appresto a seguire le indicazioni. Non penso, anche perchè non so che pensare, non so che cosa potrebbe succedere da lì a pochi minuti, forse sarà un incubo o forse sarà la giornata piu' bella degli ultimi anni. Infilo la mano dentro la tasca per cercare il telefonino e mi ricordo che è completamente scarico, ho dovuto pensare a tante cose nelle ore passate e qualche cosa mi è sfuggita. Non mi faccio prendere dal nervosismo e spero che il telefonino riuscirà a rimanere accesso il tempo necessario per cercare un numero e di memorizzarlo. Riesco nell'intento, ma so perfettamente di non avere una buona memoria, così devo riprovare a riaccenderlo un paio di volte e riguardalo. Cerco una cabina, per fortuna ne esistono ancora


Squilla, niente.

Riprovo, squilla e ancora niente.

Riprovo ancora, il nervosismo inizia a salire, ancora nessuna risposta.

Riprovo imprecando e borbottando qualcosa tra me e me.

“Pronto?

“Eh si, sono io, sono arrivato in anticipo ti aspetto fuori.”

“Va bene, arrivo subito.”

 


DeMoNsSs @ 11:46 | commenti (popup) | commenti
domenica, 01 febbraio 2009 | in :
Un ventitreenne, Giuseppe Gati', di Campobello di Licata (AG) e' morto folgorato. Il giovane, che lavorava col padre in un'impresa di latticini, si era recato nel primo pomeriggio da un fornitore, alla periferia di Campobello di Licata e senza accorgersene avrebbe camminato su un filo scoperto della corrente elettrica che attraversava l'azienda agricola. Giuseppe Gatti' era il figlio di Giacomo, coordinatore cittadino del Pd.

Il giovane era stato protagonista, meno di un mese fa, di una violenta contestazione, durante la presentazione del libro ad Agrigento, al sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.

Fonte:Rainews24

Certe cose sembra impossibile che accadano. Ci mancherai Giusè
DeMoNsSs @ 11:46 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
venerdì, 30 gennaio 2009 | in : ory
Ci sono molti tipi di dipendenza e molti modi in cui una persona può diventare dipendente da qualcosa o da qualcuno. Si diventa dipendenti di un blog oppure parlando di qualcosa di piu recente che sta facendo moda, facebook, una moda che passerà presto.

Le dipendenze di per sè non sono mai positive, per dipendenza si intende una condizione patologica per cui la persona perde ogni possibilità di controllo sull'abitudine.

Noi dipendiamo gli uni dagli altri e spesso crediamo che la felicità sia possibile solo se è legata ad un altra persona. Questo comporta che per raggiungere la felicità bisogna dipendere da un altro essere umano.

Provate a pensarci, spesso riponete la vostra felicità su certe persone, vostro marito, il vostro fidanzato o il vostro miglior amico, cosa fareste se queste persone tutto ad un tratto non ci fossero piu? Vi ritrovereste da soli e infelici forse? Questo perchè avete riposto la vostra felicità  su di altre persone.

L'amore perfetto esclude la paura. Dove c'è amore, non c'è dipendenza, non ci sono aspettative, pretese. L'attaccamento morboso ad una persona è solo paura di perdere la propria felicità, non pensando che l'altra persona potrebbe essere felice comunque senza di voi e dovrebbe essere felice comunque senza di voi.

Bisogna essere felici indipendetemente e non dipendetemente.

Si può dire che si ama una persona  se si è cosí attaccati da non poterla lasciare?
Si può dire che amate questa persona se avete bisogna di lei, psicologicamente o emotivamente per essere felici?

Pensate alla vostra solidutine, cosa fate per non essere soli? La compagnia di qualcuno potrebbe eliminarla? O forse servirebbe solo da distrazione? Dentro c'è un vuoto e quando il vuoto viene in superficie, che si fa? Si scappa, si accende la televisione, si ascolta musica, ci si mette davanti al pc, si legge un libro, si cerca il divertimento, la distrazione, si cerca un amico. C'è un industria che lucra sulla distrazione, per intrattenerci.

Questo è scappare e non affrontare.
Chi è che ha la forza tra di voi che sentendo quel vuoto venire in superfice di spegnere tutto e rimanere solo a pensare, difficile eh? Fa male? E' piu' semplice accendere la tv o il pc, che fermarsi a pensare. Perchè avete acceso la tv? Forse per distrarvi? Per distrarvi da cosa o da chi?
Avete bisogno di qualcosa o di qualcuno per non fermarvi a pensare, state scappando dai vostri stessi pensieri.

Fermatevi.

Per il momento sono troppo solo per pensare all'amore, ma devo convincermi che tutto passerà, che troverò un impiego e che sono qui perche' ho scelto questo destino.


Paulo Coelho

DeMoNsSs @ 06:07 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
martedì, 13 gennaio 2009 | in : pensieri, amore, amare, certezze, innamorarsi, senza cielo, ory


Qualche tempo fa avevo scritto un post sull'amore, sono soltanto parole è vero, e spesso sono parole vuote se non si è pronti a capirle e farle proprie.

Parole vuote come quelle che vengono dette tra innamorati non pronti ad amare. 

Non ci si innamora della persona, spesso ci si innamora dell'idea di amare, ci si innamora della parola e della voglia di amare. Ci si innamora solo se l'altra persona ha una bella macchina o un bel lavoro, seno farò in modo di non innamorarmi, se quella persona non dovesse avere determinati requisiti.

Ma veramente credete che l'amore sia questo? Ma veramente credete che basta andare ad "uomini e donne" per trovare l'amore? Ma veramente credete che basta dire "stop! Basta!" per far cessare l'amore?
Ma veramente credete che bastano delle parole e dei gesti per far finire l'amore? Ma veramente credete che l'amore sia solo tra uomo e donna?

Mi è stato detto; "sai basta anche una parola per far finire un amore". Sarò presuntuoso, ma vi dico che se la pensate così, non avete capito un cazzo. Una parola può ferire, può far cessare una storia, può far piangere e disperare, ma una parola non può e non deve far finire un amore, perché seno semplicemente non era amore.

Ci si mette insieme calcolando i pro e i contro, calcolando se quella persona può darci quello che abbiamo bisogno. Ma di cosa avete bisogno? Avete bisogno di qualcuno che vi ama? Oppure di qualcuno che soddisfi semplicemente i vostri bisogni? Se ci si rende conto che non soddisfa abbastanza, allora baci e abbracci e arrivederci.

Vi dò un consiglio, se amate così, state con una persona come voi, persone che calcolano, che fanno 1 + 1 e tirano le somme e il risultato è che si può amare.
In amore, cari amici, 1 +1 non fa 2, 1 + 1 fa 45, fa 180, oppure 27 e anche 13, in amore non ci sono regole e se cercate delle regole, innamoratevi di un libro di matematica e fate l'amore con lui, se cercate le regole prendete il libro di diritto privato dalla vostra libreria, guardatelo e ditegli " ti amo" e baciatelo.

Il vostro amore è come delle parole scritte sulla sabbia, quando c'è il sole e il mare è calmo, le parole rimangono scritte sulla spiaggia, ma basta la pioggia e il mare agitato per cancellare tutto? Oppure come le parole scolpite su di un muro di pietra o su di un albero?
Ditemi voi come amate, e se siete come parole scritte sulla sabbia.

Riflettete e guardate negli occhi la persona che credete di amare e ditegli "............".
Se amate sapete cosa dire, non ci sono regole.

Scrivi tu la fine, io sono pronto.
DeMoNsSs @ 17:51 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
domenica, 04 gennaio 2009 | in :
DeMoNsSs @ 13:49 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
domenica, 04 gennaio 2009 | in :
DeMoNsSs @ 12:45 | commenti (popup) | commenti
martedì, 25 novembre 2008 | in : parole, riflessioni, ustica, morti, g8 , sante, invano
DeMoNsSs @ 21:47 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 24 novembre 2008 | in : scuola, , torino, liceo, gelmini, morti, governo, fatalità, larino, sgiuliano, invano
 

Ritorno dopo un bel pò di tempo di silenzio, dopo i doverosi saluti alle piu care persone che nonostante la mia assenza sono passati a salutarmi, passo a criticare quel paese che ancora chiamano Italia.

Mi indigno e certe volte, anzi molto spesso ultimamente, mi vergogno enormemente che nella mia carta d'identità alla voce cittadinanza c'è scritto in stampatello ITALIANA.

18 SET 2008

Berlusconi a S.Giuliano inaugura scuola: Bimbi non morti invano.

Ha assicurato il suo impegno a "lavorare per mettere in sicurezza le scuole italiane e far sì che il sacrificio dei 27 bambini non sia vano". Il piano, ha assicurato da parte sua Gelmini, sarà "una grande legge obiettivo perchè il governo - ha assicurato - non perderà tempo anche se sarà un programma di lunga durata.

Racconto brevemente cosa successe a San Giuliano; una scossa di terremoto il 31 ottobre e il 2 novembre 2002 colpisce il Molise. La scossa più violenta, alle 11.32 del 31 ottobre causò 30 morti, di cui 27 bambini, circa 100 feriti e 2.925 sfollati nella sola provincia di Campobasso. Fu l'unico edificio a crollare completamente a causa di quest'unica scossa.

Certe volte bisogna avere la decenza di stare zitti se non si ha il quoziente intellettivo per affrontare determinati argomenti. Serviva la morte di 27 piccoli bimbi per mettere in sicurezza una scuola o comunque ricostruirla? C'è una mancanza di rispetto e di sensibilità che va oltre la decenza, in quel numero "27" c'è la storia di ogni singola famiglia che ha desiderato tantissimo quel piccolo angioletto che adesso non c'è piu', ha affrontato sacrifici e magari ha faticato non poco per metterlo al mondo e chi lo sà magari era anche l'unico figlio, e adesso si sentono dire che la loro morte non è stata invana? Lo sputo che darei sulla faccia di queste persone che dicono queste cose e che dovrebbero rappresentarci sarebbe invano, quello si, perchè servirebbe solo a lavargli la faccia.

16 luglio 2007 - 16:15

Il tribunale di Larino ha assolto i sei imputati per il crollo della scuola in cui persero la vita 27 bambini e una maestra.

«Bruceremo le tessere elettorali simbolo di quelle istituzioni nelle quali ormai non crediamo più» a dirlo è Antonio Morelli, presidente del comitato vittime.

22 nov 2008

Torino, crolla tetto di un liceo muore studente di 17 anni

La Gelmini si mette subito a lavoro:«E per questo ho chiesto a Fitto di convocare al più presto la conferenza unificata perché quello che serve è uno sforzo nazionale. Bisogna avere il prima possibile un aggiornamento dell'edilizia scolastica»

Gelmini ha definito «sciocco far polemica di fronte al dolore dei genitori di Vito e degli altri ragazzi coinvolti»

Renato Brunetta: se per l'eventuale mancata manutenzione c'è una responsabilità «è quella della finanziaria dell'anno precedente».

Anche io trovo sciocco far polemica per una "fatalità", convochiamo conferenze, convochiamo riunioni, anche qualche commissione d'inchiesta non guasta mai, facciamo passare un pò di tempo cosí la gente si dimenticherà ancora una volta di questa tragedia.

Eh si la responsabilità è della finanziaria dell'anno precedente e forse anche quella di 10 anni fa, l'importante è capire di chi sia la responsabilità per poi lasciare impuniti tutti.

Non scarichiamo la colpa solo a chi ci governa, la colpa è anche nostra che non alziamo la voce, anzi non l'alziamo proprio per niente.

 

DeMoNsSs @ 12:16 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
mercoledì, 16 aprile 2008 | in : amore, uomini, innamorarsi, colpo di fulmine, razionalità, sconosciuto
 
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Confesso che ho sempre invidiato chi si innamora facilmente, confesso anche che la mia è stata invidia perchè da un pò, non sapevo più a cosa corrispondesse la parola amore. Amore inteso in senso universale, perchè quando non ami, non ami e basta. Non ami gli altri e non ami te stesso, non sai amare, punto.
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Sta diventando maledettamente difficile innamorarsi, di uno sconosciuto, di una persona mai vista prima, di una persona che non eri neanche al corrente che esistesse, uno straniero. Nell'amore la cosa fondalmentale è questa, andare allo sbaraglio, senza nessuna indicazione, senza nessuno che ti possa dire "devi fare così" e di fare in un'altra maniera, no no, non funziona così, non ci sono coordinate, non ci sono bussole che ti aiutano a capire.
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Ci piace una tipa, magari è passata come una cometa, magari non sai neanche come si chiama, non sai neanche come muove la bocca o magari in certi casi non sai neanche che viso abbia. Ha importanza secondo voi nell'amore il viso? Secondo voi l'amore da importanza ad una figura?
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C'è una costante, un dato preoccupante molto triste, non siamo più capaci di innamorarci o perlomeno pochissimo in alcuni casi proprio per nulla.
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I colpi di fulmine non scattano se non siamo preparati ad essere fulminati, non si tratta ne di andare in giro cercando a tutti costi l'anima gemella e neanche di chiudersi in casa sperando che l'anima gemella esca fuori dalla tv o che appaia aprendo il frigo.
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Bisogna prima fare un pò di pulizia interiore e eliminare quelle frasi così scontate e logore tipo: "io ho già dato abbastanza, adesso gli uomini non mi fregano più" "ho sofferto troppo e non voglio ancora soffrire" se non la smettiamo di incolpare quel povero essere umano che disgraziatamente si è innamorato di noi, se non la smettiamo di scaricare su quella persona che incautamente ha messo gli occhi su di noi, tutta la nostra diffidenza, tutta la nostra rabbia verso quello che c'è successo in passato, l'astio verso lo sconosciuto, solo perchè è sconosciuto, bè allora la scintilla non scatterà mai!
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Dalla razionalità, dal calcolare ogni singola cosa,dall'analizzare con la calcolatrice tutto quello che ci succede, dai compressi nascono solo amori fasulli e pesanti, che sono esattamente le coppie di oggi, gli inseparabili che presto o tardi si separano, si fanno le corna o estremizzando di più, uccidono la moglie dopo anni di convivenza splendida e si sentirà il vicino di casa alla tv dire: "ma era una coppia così normale, tranquilla, non avevano mai dato problemi" ecco è la normalità che ci distrugge.
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Solo amori fasulli e sesso, quello non manca mai, anche solo per una volta sola, anche per sbaglio, anche se dopo ci si sente dire, siamo grandi e vaccinati e queste cose si fanno.
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Amori veri VS Amori fasulli 0-1
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Vi racconto un aneddoto, sono stato innamorato per parecchio tempo di una ragazza, ovviamente lei non ne voleva sapere minimamente. Allora io un giorno comprai tanti fiori, e quanto dico tanti intendo dire che erano veramente tanti. Andai sotto casa sua  e l'aspettai sotto casa finchè non la vidi uscire. Si mise anche a piovere e cercavo di riparare i fiori come meglio potevo sotto qualche balcone. Ad un certo punto la vidi uscire, mi guarda, io la guardo con un sorrisino imbarazzato, guarda i fiori,  sbuffa e se ne và, e la vedo entrare dentro una macchina abbastanza costosa, con dentro un ragazzo.
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Un sorrisino, magari dire che "scemo che sei", un cenno di qualcosa che mi facesse capire che un cazzo di cuore ce l'hai, no eh? Magari ci si andava a prendere un caffè, quattro chiacchiere e tutto finiva lì. Poi finalmente decisi di liberare il mio cuore dopo tanto tempo da quella prigione e tutto finì lì.
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Per innamorarsi ci vuole coraggio...
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Buon innamoramento a voi.
DeMoNsSs @ 06:41 | commenti (19)(popup) | commenti (19)
sabato, 12 aprile 2008 | in : vita, prova
Capita che perdi di vista quello che dovresti fare, capita che la vita ti scivoli via e tu rimani fermo a guardarla mentre se  ne và, senza poter fare niente, capita che, il cielo, il mare, il sole, tutto quello che è la natura, ti lascia assolutamente indifferente e nn è certamente un bene. 
Un giovane viene chiamato dal re del suo paese e gli vengono affidate delle prove per comprendere se è capace di poter lavorare con lui o meno. Una di queste prove consiste nel portare un bicchiere colmo di acqua per tutto il palazzo, per poi ritornare dal re senza aver perso una goccia d'acqua. Il ragazzo accetta questa prova, sicuro di poterla passare molto facilmente. Gli viene dato il bicchiere stracolmo d'acqua e inizia a girare per il grande palazzo, facendo attenzione a nn far cadere neanche una goccia. Finito il giro, molto soddisfatto del fatto di essere riuscito a passare questa prova, va verso la grande stanza dove si trova il re. Adesso si trova davanti a lui con il bicchiere ancora pieno e con il viso soddisfatto e sorridente. Il re fa i complimenti al ragazzo e gli chiede di descrivere le stanze del suo palazzo, il ragazzo rimane stupefatto, lui era concentrato a nn far cadere l'acqua, tralasciando di guardare le bellezze che per tutto quel tempo lo circondavano.
DeMoNsSs @ 12:00 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 12 marzo 2008 | in : how to save a life
DeMoNsSs @ 10:46 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
mercoledì, 20 febbraio 2008 | in :
Non scrivo ormai da diverso tempo. Motivo? NESSUNO.
Non ci deve essere per forza un motivo per tutto, però posso dire i "non motivi" per cui non ho scritto. Ho tempo da vendere e potrei scrivere 7 ore al giorno, ma evidentemente non lo faccio, come non faccio tante altre cose. Non curo le amicizie,e questo credo che sia il "non motivo" più grave, sono circondato da persone splendide sia qui che fuori, mi riferisco a Bussy a Giullie a Gaia a Ombretta e i miei compagni di sventura ormai da troppo tempo, ma faccio di tutto per allontanare queste persone da me. Non me ne volete, vi voglio bene sempre.  Grazie a tutti quelli che ogni tanto vengono a vedere se ho scritto qualcosa di nuovo. E' un periodo un pò così per me, credo che sia la prima volta che parlo direttamente di me, ho mollato tutto e tutti, tutti i progetti e tutte le persone e la cosa più grave e che non mi sento in colpa e che per me va bene tutto così. Cosa sarà? E la paura di affrontare la vita, avere le palle di sbagliare e di riniziare di nuovo e poi di nuovo e poi ancora di nuovo io quella forza adesso l'ho persa e non voglio lottare per niente. Ho il dito vicino sul tasto "reset" devo avere solo il coraggio di premerlo o di non premerlo. Questo piccolo scritto ve lo dovevo e ve lo meritate. Un grazie finale a steffy3. 

L'uomo non è né angelo né bestia e la disgrazia vuole che chi vuole fare l'angelo finisca col fare la bestia.

Felice vita a voi.
DeMoNsSs @ 09:41 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
mercoledì, 23 gennaio 2008 | in :
http://erikadevevolare.blog.tiscali.it//
DeMoNsSs @ 23:17 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 16 gennaio 2008 | in : blog, fotto

Anche io spesso mi chiedo se tutte queste cose che racconto qui sono vere, se facciano parte del mio vissuto o se sono “solo” dei brevi racconti. Domanda stupida, visto che la faccio a me stesso e visto che la risposta la so già. Forse qualcuno potrebbe dare un’importanza maggiore a questi racconti se dovessero essere veri ma soprattutto se dovessero far parte della mia vita. Io me ne fotto se un post è vero o meno, me ne fotto se un post può essere una storia vera o no, me ne fotto e non mi chiedo se una storia sia realmente accaduta, ma mi chiedo se mi ha lasciato qualcosa, per quanto possa essere piccolo un racconto mi chiedo se mi ha lasciato qualcosa su cui riflettere, se mi ha fatto commuovere e se mi ha aiutato a cambiare opinione su qualcosa.

Se siete entrati qui per leggere velocemente un post e lasciare un commento solamente per incrementare il vostro numero di commenti nei vostri blog, bè avete sbagliato posto, non vi chiuderò certamente la porta in faccia, ma almeno abbiate l’accortezza di entrare in punta di piedi e di pulirvi le scarpe prima di entrare.

Quando scrivo lo faccio perchè qualcosa mi ha lasciato il segno, lo faccio quando qualcosa mi ha colpito e ferito quello che chiamano cuore o almeno quello che ne è rimasto.

 Un po’ di tempo fa parlavo con uno scrittore che mi esponeva le sue perplessità su di un suo libro, si chiedeva se avrebbe potuto avere successo  verso il pubblico e a che pubblico si rivolgesse, io lo guardai  e gli feci solamente questa domanda:

Io: “ma tu scrivi per te o per il pubblico?!”

Lui:”a questa domanda rispondo solo in presenza del mio avvocato”

Ovviamente scherzava.

 A me non importa quante persone entrano qui dentro, mi basterebbe anche un solo ingresso, ovviamente non posso vietare a nessuno di entrare e ognuno è libero di leggere come meglio crede, e a me nessuno vieta di sbattermene allegramente di quello che viene detto su di me.

Se non vi basta e se proprio siete così morbosi da voler sapere se tutto quello che scrivo è vero oppure pura fantasia, sono anche disposto a soddisfare la vostra morbosità.

 “Non mi interessa scrivere per diletto ciò che altri per diletto leggerà. Mio obiettivo sono la vita e i problemi umani con tutti i loro inconvenienti e le loro difficoltà."

DeMoNsSs @ 08:13 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
lunedì, 07 gennaio 2008 | in : pensieri, riflessioni, vita, paura

Quante volte c’è capitato di non voler affrontare certe situazioni pesanti, quelle che richiedono coraggio ma io preferisco dire “palle” . Quante volte avremmo voluto nasconderci e non affrontare le nostre responsabilità, magari sperando che le cose si sistemino da sole o magari sperando che qualcuno le risolva per noi. 

Prendere una decisione difficile, come per esempio decidere di “staccare la spina”ad un tuo parente perché non ha più speranze di vita, è un peso enorme che nessuno vorrebbe affrontare ma non hai scelta, non hai vie d’uscita, la decisione la devi prendere tu e nessun altro. Stai lì immobile al capezzale, guardando dritto in faccia la persona che hai amato. Adesso invece la stai odiando perché speri in un suo gesto, speri in qualcosa che ti possa far prendere la decisione giusta e scagli verso il muro tutto quello che trovi sotto mano per la rabbia. E qualsiasi cosa farai, penserai sempre di aver fatto la scelta sbagliata e te lo porterai dentro per tutta la vita, vivrai una vita normale come tante altre e ogni tanto passerà una nuvola piena di pioggia a ricordarti le scelte sbagliate o presunte tali, che hai preso. E ti chiederai ogni giorno, se avresti potuto prendere un’altra decisione, ma decisioni giuste non ce n'è.

 

Hai aspettato così tanto, quasi sette anni, avete affrontato mille sacrifici e non pensavate che fosse così difficile riuscire a concepire un bimbo, ma finalmente l’esito è positivo, sei incinta.

Conti le settimane, ma anche i giorni, che ti separano dal grande evento, hai letto qualsiasi libro che hai trovato in biblioteca che riguardasse la gravidanza e anche dopo la gravidanza, hai comprato riviste e hai visitato mille siti web. Adesso finalmente la vedrai, finalmente avrai davanti il marmocchio che ti ha tirato calci per tutto questo tempo, finalmente saprai chi hai accarezzato attraverso il tuo pancione e a chi hai rivolto parole dolci e affettuose.

Il giorno arriva, la gioia e la preoccupazione si accavallano. Prima di entrare in sala parto mi hai detto di andare a prendere i vestitini per la nostra bimba. Ma qualcosa non và per il verso giusto, vedo uscire il medico con la faccia preoccupata che si dirige verso di me, vedo solo le labbra del medico muoversi e le poche parole che riesco a capire sono “ sua moglie ha preferito far vivere la sua bimba, lei non ce l’ha fatta”. Ha continuato a parlare, non so cos’ ha detto, probabilmente la causa della tua morte e perché hai preso quella decisione.

Adesso ho tra le braccia la piccola Chiara, io la guardo e lei rivolge il suo sguardo verso il cielo.

 

La vita fa paura, bisogna prendere delle decisioni che ci faranno soffrire o addirittura morire, dipende tutto da noi, non si può tornare indietro nel tempo e cambiare qualcosa. Nella vita le cose che contano non si ottengono mai con facilità.

DeMoNsSs @ 13:53 | commenti (15)(popup) | commenti (15)