lunedì, 07 gennaio 2008 | in : pensieri, riflessioni, vita, paura

Quante volte c’è capitato di non voler affrontare certe situazioni pesanti, quelle che richiedono coraggio ma io preferisco dire “palle” . Quante volte avremmo voluto nasconderci e non affrontare le nostre responsabilità, magari sperando che le cose si sistemino da sole o magari sperando che qualcuno le risolva per noi. 

Prendere una decisione difficile, come per esempio decidere di “staccare la spina”ad un tuo parente perché non ha più speranze di vita, è un peso enorme che nessuno vorrebbe affrontare ma non hai scelta, non hai vie d’uscita, la decisione la devi prendere tu e nessun altro. Stai lì immobile al capezzale, guardando dritto in faccia la persona che hai amato. Adesso invece la stai odiando perché speri in un suo gesto, speri in qualcosa che ti possa far prendere la decisione giusta e scagli verso il muro tutto quello che trovi sotto mano per la rabbia. E qualsiasi cosa farai, penserai sempre di aver fatto la scelta sbagliata e te lo porterai dentro per tutta la vita, vivrai una vita normale come tante altre e ogni tanto passerà una nuvola piena di pioggia a ricordarti le scelte sbagliate o presunte tali, che hai preso. E ti chiederai ogni giorno, se avresti potuto prendere un’altra decisione, ma decisioni giuste non ce n'è.

 

Hai aspettato così tanto, quasi sette anni, avete affrontato mille sacrifici e non pensavate che fosse così difficile riuscire a concepire un bimbo, ma finalmente l’esito è positivo, sei incinta.

Conti le settimane, ma anche i giorni, che ti separano dal grande evento, hai letto qualsiasi libro che hai trovato in biblioteca che riguardasse la gravidanza e anche dopo la gravidanza, hai comprato riviste e hai visitato mille siti web. Adesso finalmente la vedrai, finalmente avrai davanti il marmocchio che ti ha tirato calci per tutto questo tempo, finalmente saprai chi hai accarezzato attraverso il tuo pancione e a chi hai rivolto parole dolci e affettuose.

Il giorno arriva, la gioia e la preoccupazione si accavallano. Prima di entrare in sala parto mi hai detto di andare a prendere i vestitini per la nostra bimba. Ma qualcosa non và per il verso giusto, vedo uscire il medico con la faccia preoccupata che si dirige verso di me, vedo solo le labbra del medico muoversi e le poche parole che riesco a capire sono “ sua moglie ha preferito far vivere la sua bimba, lei non ce l’ha fatta”. Ha continuato a parlare, non so cos’ ha detto, probabilmente la causa della tua morte e perché hai preso quella decisione.

Adesso ho tra le braccia la piccola Chiara, io la guardo e lei rivolge il suo sguardo verso il cielo.

 

La vita fa paura, bisogna prendere delle decisioni che ci faranno soffrire o addirittura morire, dipende tutto da noi, non si può tornare indietro nel tempo e cambiare qualcosa. Nella vita le cose che contano non si ottengono mai con facilità.

DeMoNsSs @ 13:53 | commenti (15)(popup) | commenti (15)
venerdì, 28 dicembre 2007 | in : pensieri, amore, ricordi, amicizia


Ci sono momenti, situazioni, emozioni, sguardi, silenzi, sentimenti, attimi che non hanno prezzo. Parlare di “prezzo” significa che ci sia qualcosa che si possa comprare,  ma determinati momenti non solo non hanno prezzo, ma non si possono quantificare in nessuna maniera e soprattutto sono unici e in alcuni casi irripetibili. Possono essere paragonati ai fiocchi di neve, sono sempre diversi, incomparabili.

 Tornare nella tua terra, respirare la stessa aria che respiravi quando eri ancora piccolo, vedere il tuo mare, quello che hai visto per la prima volta nella tua vita, quello in cui hai imparato a nuotare e dove hai vissuto mille gioie. Ricordarti quando ancora avevi paura delle difficoltà, quando ti nascondevi per non affrontare i classici bulletti che volevano picchiarti senza nessun motivo e qualche volta ci sono pure riusciti. Tornare a casa e capire cosa vuol dire aver paura, cosa vuol dire affrontare la vita. Ti puoi nascondere dove vuoi, ma la paura ti farà sempre compagnia.

 Tornare a casa e trovare (con un pizzico di gioia ma anche con un po’ di dispiacere) che non è cambiato niente, che i palazzi, i negozi sono uguali a 17 anni fa, che l’edicolante che ti ha visto crescere è sempre lo stesso e quando chiedi il “Giornale di Sicilia” ti fa sempre la stessa identica domanda che ti faceva 17 anni fa, “il Giornale di Sicilia o la Sicilia?” e tu non puoi fare altro che sorridere.

 Cambiare città equivale ovviamente a cambiare vita, ma ti porta inevitabilmente a cancellare ricordi o perlomeno a metterli in un cassetto finchè non capita qualcosa che ti fa riaprire il cassetto e allora infili la mano e li tiri fuori ad uno ad uno e tutto riappare, come se li avessi vissuti ieri.

 Vedere visi e ricordare situazioni.  Professori che con te si sono disperati per farti entrare in testa una formula matematica o farti studiare qualche pagina di storia.

Poter camminare a testa alta e guardare dritto negli occhi e senza paura, chi faceva il prepotente con te, chi ti spintonava perché eri piccolo e non sapevi come difenderti, ma adesso sono loro ad abbassare lo sguardo, adesso sono loro a dover cambiare strada quando ti vedono.

 Incontrare per caso i tuoi primi amori e ricordarti la prima volta che ti sei innamorato. Quella ragazzina che ti voleva conoscere e che piaceva anche a te, tra tutti i tuoi amici aveva scelto te, ma non sapevi cosa dire, non sapevi cosa fare.

Alessia, la prima ragazza a cui ti sei dichiarato, hai trovato il coraggio e lo hai fatto, ma è andata male, mica sapevi che sarebbe stata solo la prima di tante.
La vedi adesso, come un miraggio passarti vicino, è identica a com’era 12 anni fa, quei capelli lunghi e ricci che ti facevano impazzire. Adesso ha gli occhi scuri e tristi e tiene per mano il suo bambino impegnato a cercare il suo regalo, chissà per festeggiare quale occasione, ti passa vicino e tu accarezzi la testa di quel piccolo come se accarezzassi il ricordo di quei anni, e non fa niente se lei fa finta di non vederti, per quale motivo non vuole incrociare il tuo sguardo non lo sai, forse vuole tenere chiuso quel cassetto. Ma sai benissimo che ti ha riconosciuto, ti sono caduti un po’ di capelli ma in compenso hai qualche brufolo in meno e non sei più un brutto anatroccolo, lei invece ha un marito e un bambino e chissà quante altre cose le saranno capitate.

 Quante persone incontrerai ancora che ti faranno rivivere un pezzo della tua vita? Che sia stata bella o brutta poco importa, è la tua vita.

DeMoNsSs @ 14:48 | commenti (15)(popup) | commenti (15)
lunedì, 10 dicembre 2007 | in : pensieri, amore, racconti

I perchè nella nostra vita sono tanti ma non sono mai abbastanza.
Cercare risposte per un'amica che è morta in un terribile incidente, proprio quella ragazza di cui ti eri innamorato. Sapevi benissimo che non si sarebbe messa con te, ma tu continuavi a sperare, chissà forse un giorno...
E un giorno capita che il suo ragazzo ha bevuto troppo, è tardi e bisogna tornare a casa. Prende la macchina, non è la prima volta che guida quando ha bevuto, la strada tanto la conosce alla perfezione. Corre, lei dice di rallentare un pò, anche se dovesse arrivare 5 minuti in ritardo non succederebbe niente, sentire sua mamma strillare non le fa molto piacere, ma tanto non sarà nè la prima nè l'ultima volta. Invece sarà l'ultima volta, la macchina sbanda sull'asfalto umido, si sentono le urla delle ruote che si confondono con le urla della ragazza, lei stringe le sue piccole mani in un pugno e chiude gli occhi. La corsa della macchina si ferma davanti ad un albero, lui riesci ad aprire gli occhi, ma lei non li aprirà più.

Nella notte si sente squillare un cellulare. Quando arriva un sms nessuno pensa che ti stà per preannunciare una disgrazia, una catastrofe che ti lascerà il segno per tutta la vita. Poche parole scritte su di un display, coincise, perchè in questi casi non si sà che parole usare, e qualsiasi parola è superflua.

"Talvolta nella vita le cose cambiano nel tempo di un sospiro, ancor prima che riusciamo ad abituarcene, mi dispiace".  
DeMoNsSs @ 06:28 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
sabato, 01 dicembre 2007 | in : pensieri, amore, riflessioni, amicizia,
Riusciamo ancora ad essere amici? Riusciamo veramente a comprendere la parola "amicizia" a darle la giusta importanza che si merita? Mi è stata posta una domanda in un commento: "cos'è per te l'amore? E perchè oggi, come tu dici, non sappiamo piu' amare?"
La domanda posta certamente non è delle più semplici. Si può parlare dell'amore che Dio ha per i suoi figli, ma allora molti risponderebbero "come mai se Dio ama così tanto i suoi figli, permette che vengano uccisi dei bimbi piccoli? Che colpa ne hanno loro?" Questa ed altre domande mi sono state poste tante e tante volte, si può rispondere in mille modi per "giustificare" questo massacro, ma un bimbo morto, rimane un bimbo morto, e le giustificazioni le lascio a chi si occupa di religione, perchè è difficile spiegare a una mamma che il Dio che ti ama così tanto ha permesso che tuo figlio venga ucciso. Che sia chiaro non stò criticando, stò solo mettendo sul piatto diverse pietanze, voi mangiate quello che volete e giudicate pure.

Amore e amicizia sono strettamente legati, e se in un'amicizia non c'è amore, si può solamente definire conoscenza, oppure rispetto reciproco, oppure convenienza, oppure opportunismo, oppure "farsi compagnia" insomma in mille altri modi, ma non amicizia. Per quanto mi riguarda in amicizia io ho utilizzato sempre questa frase " tu mi puoi offendere e dirmi tutto quello che vuoi, ma se io ti voglio bene te ne vorrò sempre e comunque".

Perchè l'amore o l'amicizia o qualsiasi altro sentimento non può e non deve essere condizianato da delle parole, da delle offese. Se il sentimento è puro, rimane tale e quale, rimane invariato anche se dalla tua bocca usciranno dei suoni che mi potrebbero offendere. Seno che sentimento sarebbe? Un sentimento che muta e che si regge su delle parole e gesti?

Tutto si regge sulla fiducia che abbiamo negli altri, dobbiamo avere fiducia, siamo quasi costretti, non potremmo vivere senza dare fiducia agli altri. Le difficoltà iniziano quando perdiamo fiducia nelle persone, quando iniziamo a vederle come una possibile minaccia nella nostra vita e allora cerchiamo meno contatti possibili, ci chiudiamo in casa ed evitiamo così che qualcuno ci possa fare del male.

L'amico aiuta l'amico a proseguire il proprio cammino nella libertà.

Spesso sottovalutiamo l'amicizia. Quando corteggiamo una ragazza spesso ci siamo sentiti dire "rimaniamo amici" la risposta da parte del ragazzo è  quasi sempre la stessa "dobbiamo rimanere solo amici?"
Solo amici? Questo non è sottovalutare l'amicizia? L'unico elemento che manca all'amicizia è il rapporto sessuale, ma si può essere innamorati di un'amica senza desiderare rapporti sessuali? A voi la risposta. Concludo con un passo di Gibran.
Non mi piace lasciare dediche e non lo farò più, ma questo post lo dedico ad un'amica; Gagà l'ho scritto pensando a quella discussione che abbiamo avuto, e alla tua splendida capacità di risolverla con poche parole, semplici e tenere, che mi hanno sorpreso.

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio,
ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.

Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi
lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?

Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
DeMoNsSs @ 11:08 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
venerdì, 02 novembre 2007 | in : pensieri, riflessioni, certezze

Che certezza abbiamo nella nostra vita? Hai la certezza che sei nato, (anche se non te lo ricordi) hai la certezza che in questo momento stai leggendo una pagina su di un computer, hai la certezza che i tuoi occhi funzionano abbastanza bene per leggere questa roba sul pc, hai anche la certezza di essere abbastanza intelligente per comprendere questi strani simboli che sin da piccoli ci hanno abituati a interpretare. Hai la certezza di avere un lavoro, una moglie che ti ama e magari anche dei bambini. Hai la certezza di avere sempre degli amici che ti aiutano nel momento del bisogno, sempre pronti a sbronzarsi con te. Hai la certezza che la tua casa non verrà mai distrutta, hai anche la certezza che tu non avrai mai un incidente in macchina, perché, diciamola tutta, sei veramente bravo a guidare, sei talmente bravo che quasi ti dimentichi di quel tuo amico che adesso si trova sulla sedia a rotelle e che deve rimanerci per tutta la vita. Hai anche la certezza che tua moglie ormai non ti lascerà più, figurati se mia moglie può lasciarmi per un altro, figurati se la tua fidanzata (che ti ama così tanto) ti può lasciare in un momento così delicato della tua vita, proprio quando scopri di avere un tumore, proprio quando cadi in depressione. Figurati se i tuoi genitori possono morire proprio in questo periodo in cui hai bisogno tremendamente di loro, figurati se io posso perdere il mio posto di lavoro, tutti mi stimano e mi trattano bene perché mai dovrebbero farlo? Hai la certezza che tua moglie non verrà mai toccata, ma che dico toccata neanche sfiorata da un estraneo che ha brutte intenzione, molte brutte, talmente brutte che la uccide e la butta in fosso. Se talmente fermo, immobile, hai le tue radici talmente ben piantate sul terreno che pensi che tutte queste cose non possano capitare a te, ma che sia solo roba che si legge su di un giornale. Hai la certezza che nessuno ti potrà togliere il tuo bambino, hai la certezza che quel bambino che hai in grembo starà con te per tutta la vita (o almeno una parte della sua vita) o almeno fino nel momento in cui un uomo invisibile te lo viene a rubare, e allora sei costretto a vivere con quel incubo, sei costretto ad incatenarti davanti al Quirinale. Bè amico mio, ti do una brutta notizia tutte queste cose le hanno già fatte e non ci penseranno due volte a farle anche a te! Devi avere una sola certezza nella tua vita, la morte. Lo so, lo so non è un argomento molto allegro, ma neanche molto triste, fa parte della vita, come appunto l’essere nati. Buona fortuna.

 

E così sia.

DeMoNsSs @ 06:35 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
martedì, 18 settembre 2007 | in : pensieri, libertà, kerry

Ho visto il filmato del ragazzo arrestato perché stava facendo delle domande troppo scomode al senatore Kerry. Il motivo del suo arresto è dovuto al fatto che il suo intervento è stato troppo lungo. Lo hanno preso con la forza prima due poliziotti poi quattro,  e visto che il ragazzo si stava agitando troppo l’anno buttato per terra, ammanettato e poi hanno usato il “taser” una potente pistola che dà una forte scossa elettrica. La mia reazione è stata di ribrezzo verso questo tipi di metodi usati dalla polizia americana. Hanno ancora il coraggio di definirsi una nazione libera.


Ma se un ragazzo viene arrestato solamente perché sta facendo delle domande troppo scomode, si può veramente definire una nazione libera? Quello che mi ha colpito di più, non è stato l’arresto del ragazzo, anche se vengono usate le maniere forti, ma l’indifferenza degli altri ragazzi che guardano l’episodio senza muovere un dito, anzi qualcuno ride, senza cercare di fermare l’ingiustizia che si sta consumando proprio sotto i loro occhi. Rimangono lì a guardare la scena, senza muovere un dito. In quell’aula c’eravate anche voi e anche io,  nessuno di voi avrebbe fatto qualcosa per quel ragazzo ingiustamente colpito con una scarica elettrica. Ci hanno ridotto a delle pecorelle o forse siamo noi che abbiamo troppa paura di andare contro il più “forte”, forse abbiamo troppa paura di aver coraggio.

 

Il filmato: http://it.youtube.com/watch?v=6bVa6jn4rpE

DeMoNsSs @ 23:14 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
domenica, 10 giugno 2007 | in : pensieri, riflessioni, tornare indietro

A che età si inizia a programmare la vita? A che età inizi ad abbandonare i sogni e lavori solo ed esclusivamente sulla realtà? A che età smetti di vivere per amare, ma ami per vivere? A che età smetti di avere dei buoni propositi, di essere buono con tutti, finchè non ti capita che qualcuno si approfitta del tuo buon cuore e allora, 1 2 3 4 volte sono anche troppe per continuare ad essere buono. A che età ti rendi conto che essere onesto non serve a un cazzo, basta che dai un’occhiata in giro e chi si trova nei posti più alti non è stato per niente onesto. A che età si smette di piangere, a che età si smette di meravigliarsi di un tramonto, dei colori dei fiori, di un uccellino che canta sul balcone? A che età ti rendi conto che l’amore è sofferenza, che vivere è molto più dura che tirare avanti senza un perché? A che età ti rendi conto che viene data più importanza ad una scopata e non al piacere di stare insieme, di guardarsi negli occhi, di sfiorarsi le mani, ma no meglio andare in discoteca trovare una ragazza che ci stà e fartela nei posteggi. Quando smettiamo di ragionare con il cuore ed iniziamo ad essere dei freddi calcolatori razionali? La vita spesso ci riserva degli imprevisti che cambiano il nostro cammino, in meglio o in peggio lo sappiamo solo dopo aver percorso un bel po’ di strada. E se tutto fosse sbagliato? E se le tue decisioni ti avessero portato a vivere una vita che non è più la tua, ma una vita completamente diversa da quella che ti eri immaginato, da quella che avevi programmato. Nel frattempo sei anche diventato un altro, il tuo carattere si è modificato per meglio adattarsi alle difficoltà. Se ti guardi nello specchio, se ti guardi bene bene, ti chiederai se quello che hai dentro rispecchia il corpo che hai, l’espressione dei tuoi occhi è diversa da quella che avevi qualche anno fa. Puoi tornare indietro? No, non puoi, può solo convivere col mostro che hanno fatto di te. Ci si accontenta, ma accontentarsi significa sopravvivere e non vivere.

DeMoNsSs @ 23:35 | commenti (20)(popup) | commenti (20)
venerdì, 08 giugno 2007 | in : pensieri, riflessioni, fafalla

Mi sembri una farfalla. Le farfalle non si posso toccare, svolazzano lontano da te, in un attimo possono sparire e non vederle mai più, oppure ritornare quando meno te lo aspetti. Se tocchi le loro ali anche nella maniera più delicata che tu conosca, loro non riusciranno più a volare. Io spesso ho paura di toccare le tue ali, non voglio perderti, quindi continuerò a non toccarti. Ma anche se non ti dovessi toccare, tu potrai volare lontano da me, in qualsiasi momento. Ti osservo, i tuoi colori così splendidi ed impossibili da creare artificialmente. Farfalla io ti guardo da lontano, non ti sfiorerò, starò lì fermo immobile ad osservare ogni tuo singolo movimento, ma tu stai ancora qui per un attimo, così ti potrò osservare ancora per un po’, sapendo che da un momento all'altro non ritornerai mai più.

DeMoNsSs @ 12:23 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
domenica, 03 giugno 2007 | in : pensieri, amore, riflessioni

Non amo scrivere post sull'amore e argomenti affini, oggi però voglio sentire solo la vostra voce. Cosa significa essere innamorati? Si ama una volta sola? Esiste un amore a comando? È qualcosa di “chimico” oppure l’amore va oltre  la nostra razionalità, oltre i nostri neuroni. A voi la parola.    

 

"Ogni volta che si ama è quella l'unica volta che si abbia veramente amato. La differenza dell'oggetto dell'amore non altera la sincerità della passione, ma l'intensifica".

 

Oscar Wilde

DeMoNsSs @ 21:02 | commenti (13)(popup) | commenti (13)

Oggi ricorre l'anniversario della morte del giudice Falcone. 15 anni fa. Anche se ero relativamente piccolo, ricordo perfettamente quel giorno, quei momenti. Ancora non capivo appieno cos'era “cosa nostra”, cos'era la mafia, cos'era la vigliaccheria di queste persone. Vedevo le immagini che scorrevano in tv, con i miei genitori, quella strada devastata, quella macchina semi distrutta. I miei genitori non avevano parole per spiegare cosa era successo, ma in fondo non c'era la necessità di spiegare. Dopo pochi mesi un'altro duro colpo allo Stato, ma non solo, è stato un duro colpo per tutti quelli che amano la libertà. La libertà di parlare liberamente e non l'omertà, la libertà di gridare ad alta voce che la mafia è una organizzazione di vigliacchi, di falliti, di pezzi di merda che per aver voce su qualcosa, l'unico modo che conoscono e fare attentanti ed uccidere delle persone che credono in dei valori neanche minimamente paragonabili ai loro. Falcone, Borsellino e Francesca Morbillo (moglie di Falcone)  non erano degli eroi, erano delle persone che credevano i quello che facevano, che lavoravano contro tutto e tutti, anche contro lo Stato e in fondo sono stati uccisi per questo. Nessuno lo dice o almeno sono sempre pochi quello che lo dicono, ma Falcone e Borsellino sono stati uccisi non dalla mafia ma per mano della mafia, che è molto diverso. I mandanti di questi due attentati sono stai ben altri, il decreto di archiviazione del tribunale di Caltanissetta recita così: "Il presente procedimento è stato avviato sulla base delle risultanze investigative emerse in altre indagini contro ignoti relative agli attentati nei quali sono stati uccisi i magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e i rispettivi uomini delle loro scorte. Il procuratore della Repubblica di Caltanissetta disponeva con articolato provvedimento l’iscrizione nel registro degli indagati di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri in base ad una serie di risultanze che delineavano una notizia di reato a loro carico, quali mandanti delle stragi di Capaci e di via D’Amelio.  

 

(…)”Dopo un conflitto istituzionale tra il Ministro di Grazia e Giustizia Martelli e il CSM relativo alla nomina di Giovanni Falcone a Procuratore Nazionale Antimafia, il 23 maggio avveniva la

strage di Capaci. Due giorni dopo veniva eletto Presidente della Repubblica Oscar Luigi

Scalfaro e si riproponeva la questione della designazione del Procuratore Nazionale Antimafia; nel dibattito emergeva la candidatura di Paolo Borsellino.

Nell’ambito di questi dibattimenti, è pure emerso che tali gravi delitti trovarono ragione in una complessiva strategia di attacco dell’associazione “cosa nostra” finalizzata a riaffermare le proprie posizioni a seguito delle prime più incisive azioni dello Stato nei suoi confronti, ma fu evidenziata la scansione assolutamente inedita delle due stragi, tra loro molto ravvicinate nel tempo, nonché la loro coincidenza con un delicato momento politico-istituzionale, nel quale le sorti e i propositi di “cosa nostra” sembravano intersecarsi con la crisi delle formazione politiche che per decenni erano state forze di governo in Italia”.

 

 (…)”La Corte di Assise di Caltanissetta, nella sentenza che ha concluso il c.d. “Via D’Amelio ter”, ha sostenuto che “risulta quanto meno provato che la morte di Paolo Borsellino non era stata voluta solo per finalità di vendetta e di cautela preventiva, bensì anche per esercitare – cumulando i

suoi effetti con quelli degli altri delitti eccellenti – una forte pressione sulla compagine governativa che aveva attuato una linea politica di contrasto alla mafia più intensa che nel passato ed indurre coloro che si fossero mostrati disponibili tra i possibili referenti, a farsi avanti per trattare un

mutamento di quella linea politica (…).

E proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva eliminare persone che come Borsellino avrebbe scoraggiato qualsiasi tentativo di approccio con cosa nostra”.  

 

 

 (…)”Cancemi ha dichiarato al P.M. che, nel maggio del 1992, di ritorno da una riunione con altri soggetti di “cosa nostra”, egli aveva discusso con Raffaele Ganci dell’attentato a Giovanni

Falcone. Ganci gli avrebbe detto che Riina aveva avuto un incontro con persone molto importanti, insieme alle quali aveva deciso di “mettere una bomba a Falcone. Queste persone importanti” – avrebbe aggiunto Ganci – “hanno promesso allo zù Totò che devono rifare il processo nel quale lui

è stato condannato all’ergastolo”.

 

 (…)”Riina considerava il rapporto con Berlusconi “un bene per tutta”cosa nostra” e voleva gestirlo direttamente; aveva detto a Cancemi che, se Mangano si fosse mostrato riluttante, avrebbe dovuto fargli presente che Riina non aveva dimenticato uno sgarbo ricevuto Mangano lavorava nelle proprietà di Arcore e, secondo quanto raccontava, lì avevano soggiornato anche vari latitanti, come Nino Grado”. 

 

Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta). Pochi giorni fa la Corte d’appello di Milano ha confermato la condanna di Marcello Dell’Utri e del boss mafioso Vincenzo Virga a 2 anni di reclusione per tentata estorsione aggravata ai danni dell’imprenditore Vincenzo Garraffa.  Questa notizia non è stata data dai telegiornali, nei quotidiani si è letto solo qualche trafiletto. Perché una notizia non data è una notizia che non esiste.

DeMoNsSs @ 19:03 | commenti (popup) | commenti
domenica, 06 maggio 2007 | in : pensieri, riflessioni, sogni, i distruttori di sogni

Ci sono determinati personaggi che di mestiere fanno questo; distruggere i sogni delle persone. Può essere un tuo familiare, un tuo amico, una persona che neanche conosci.

C’è chi da bambino voleva fare l’astronauta, l’allenatore di calcio, il pompiere, il falegname, il giornalista e chissà quale altro mestiere. Io volevo fare il medico per poter aiutare la gente che stava male. Sogni di bambini e sogni da grandi. Cosa c’è di più bello nei sogni dei bimbi, quei sogni innocenti, freschi e ingenui, così ingenui da far apparire la realtà così irreale. Quando sento parlare i bambini rimango sempre affascinato dal fatto che la realtà e la fantasia per loro non ha nessuna differenza. Hanno ancora un cuore puro, e si vede da molto lontano. Da grandi si diventa molto più razionali, molto più freddi. Quando i bambini esprimono un tale sogno i genitori lì guardano con tenerezza, sapendo bene che per poter arrivare a quel sogno ci vorranno anni di studio o di sacrifici o tutte e due. Quando volevo fare il medico, i miei genitori mi avvisarono subito che sarebbe stata una strada molto difficile. Così con l’avanzare del tempo mi sono convinto che questa strada non era la più adatta per me, principalmente perché quando ti vedi smontare giorno per giorno un sogno alla fine ti convinci che non è realizzabile anche se potrebbe esserlo, perdi fiducia in te stesso.

Ci sono persone che, se hai un sogno, un qualsiasi sogno, te lo distruggono prima che tu riesca a dirlo, ti mettono di fronte alle difficoltà, alla fatica che potrebbe comportare, ai sacrifici che dovrai affrontare, alle delusioni, alle amarezze, ai sconforti, ai dolori, alle sofferenze, ai dispiaceri, agli abbattimenti. Ma chissà perché nessuno o quasi, ti dice che la via che vorresti prendere puoi portarti dei giovamenti, delle soddisfazioni, delle contentezze, degli appagamenti, delle gioie, felicità, allegrie, dei compiacimenti.

Hanno distrutto i sogni di una bambina di 5 anni, uccisa per una stupido litigio, uccisa per sbaglio, uccisa perché come mi ha scritto “22settembre2003” l’uomo è marcio. Hanno distrutto i sogni di una splendida ragazza, la cui unica colpa era quella si voler seguire il suo sogno, la via che lei riteneva più giusta da seguire, la via del cuore. Si era innamorata di un ragazzo di religione diversa della sua. Lapidata, anzi, voglio rendere meglio l’idea, con un grande sasso le hanno fracassato il cranio, ma prima l’hanno pestata, presa a calci e pugni in faccia. “Ecce Homo”.

DeMoNsSs @ 08:09 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
giovedì, 19 aprile 2007 | in : pensieri, riflessioni, vaffanculo
Un grande e sincero vaffanculo a quelli che passano indifferenti di fronte a dei barboni che chiedono dei soldi per vivere, e non ditemi che sono ricchi e hanno scelto quella vita, senò oltre al vaffanculo, vi prendo a calci nel culo. Un sincero vaffanculo a quelli che scrollano la testa quando un'anziana signora ti ferma per strada a chiederti dei soldi, solo perchè la pensione non le permette di comprarsi qualcosa da mangiare o di pagare una bolletta. Un sincerissimo vaffanculo a quelli che girano la testa quando vedono uno stupro, un pestaggio, un sopruso, un'ingiustizia. Un sincero vaffanculo a chi dice che la mafia non esiste più o che hanno preso provenzano (con la p minuscola, perchè persone del genere non si meritano neanche la p maiuscola) solo perchè ormai non contava più niente. Un vaffanculo a chi maltratta gli animali a chi li tortura a chi li fa combattere. Un vaffanculo a chi costringe i bambini a chiedere l’elemosina in strada. Un sincero vaffanculo a chi prende in giro i gay e li fanno sentire come dei diversi. Loro saranno anche diversi, ma voi siete marci dentro. Un caloroso vaffanculo a chi picchia le donne, a chi le violenta a chi le crede ancora inferiori. Un vaffanculo con tutto il cuore a chi si permette di violare l'infanzia, di rovinare la vita di un bimbo o di una bimba. Lo saprei io quale sarebbe la giusta punizione per loro, ma ve la risparmio questa volta. Se volete potete aggiungere qualche altro vaffanculo.
DeMoNsSs @ 16:24 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
venerdì, 13 aprile 2007 | in : pensieri, riflessioni, racconti

Un sondaggio pubblicato da una rivista medica inglese, ha stimato che i morti civili in Iraq sono circa 650mila, mentre per il sito Iraqboodycount sono 67mila. Volete sapere un cosa? Con i sondaggi, con le statistiche, io mi ci pulisco il culo. Perdonatemi se ogni tanto mi scappa qualche volgarità, ma è più forte di me, quando sento e leggo determinate cose. 100 mila morti o 1500 o 100, parliamo di numeri, di quantità, discussioni più o meno animate per decidere quale sondaggio è più attendibile.

Ma è anche ovvio dire che dietro a quei numeri ci sono corpi di bambini dilaniati, che dietro a quelle cifre (spesso dati con agghiacciante disinvoltura) ci sono donne, anziani, insomma ci sono persone, ma soprattutto, storie di persone. Ogni tanto in tv o nei giornali passano questi dati, noi con quasi non curanza leggiamo tali cifre. Certo, perchè è anche ovvio, che se un dato argomento non ti colpisce personalmente, rimani quasi indifferente. Questo avviene solo per un motivo. Perchè vogliono che rimaniamo indifferenti, per eliminare "l'immagine" della morte dall'opinione pubblica mondiale. E se pensate che lo facciano solo per non mostrare immagini cruenti ai più sensibili, siete solo degli ingenui. Questo controllo minuzioso, viene attuato per impedire di prendere atto delle atrocità che avvengono in guerra, cioè morti per bombardamento o morti per combattimento.

La morte così viene allontanata dalla vita quotidiana, viene rimossa per far posto a dei numeri. Per non turbare troppo le coscienze, ci mostrano edifici distrutti, mercati con qualche macchia di sangue per terra, ma nessun morto, tutto ripulito. Non viene fatto casualmente, vi è proprio un preciso obbiettivo di non urtare troppo le coscienze, onde evitare clamorose manifestazioni, come successe per la guerra in Vietnam. Non solo avvennero semplici manifestazioni e cortei contro la guerra, ma incendiarono a Roma la sede della americana Boston Chemical, che produceva il famigerato Napalm impiegato dagli Usa per carbonizzare interi villaggi vietnamiti. In America a New York, venne fatta sgomberare dalla polizia la Columbia University occupata dagli studenti da un mese. La rivolta è sempre per lo stesso motivo.

Usano paroloni tipo “bombe intelligenti o “guerra chirurgica”. Nella prima guerra del golfo, solo il 7% delle bombe sganciate era appunto “intelligenti” e il 70% delle bombe ha sbagliato il bersaglio, con l’inevitabile morte di innocenti civili. Hanno anche usato napalm e bombe ad aerosol, che bruciano l’ossigeno. Non oso pensare in questa attuale guerra in Iraq, che tipo di armi e bombe stanno usando. Un breve elenco dei conflitti attualmente in corso, perché la guerra non è solo in Iraq, ho omesso volutamente il numero dei morti. “In pace i figli seppelliscono i padri, ma in guerra i padri seppelliscono i figli..”

1. Iraq - 2. Israele-Palestina - 3. Libano - 4. Turchia-Kurdistan - 5. Afghanistan - 6. Pakistan-Waziristan - 7. Pakistan-Balucistan - 8. India-Kashmir - 9. India-Nordest - 10. India-Naxaliti - 11. Sri Lanka-Tamil - 12. Birmania-Karen - 13. Thailandia-Sud - 14. Filippine-Mindanao - 15. Filippine-Npa - 16. Russia-Cecenia - 17. Georgia-Abkhazia - 18. Georgia-Ossezia - 19. Algeria - 20. Costa d’Avorio - 21. Nigeria - 22. Ciad - 23. Sudan-Darfur - 24. Rep.Centrafricana - 25. Somalia - 26. Uganda - 27. Congo R.D. - 28. Colombia - 29. Haiti

DeMoNsSs @ 12:20 | commenti (17)(popup) | commenti (17)
lunedì, 09 aprile 2007 | in : pensieri, riflessioni, racconti, classificati

Io sono primo e tu come sei messo? Bè io sò ultimo. Poveraccio è ultimo, non combinerà mai niente nella vita.

Tu quanto hai preso nel compito di matematica? Io ho preso 8! E tu invece? Io 4, si vede che sono meno intelligente di te.

All'esame di maturità quanto hai preso? 75. Uhmmmm pochino io ho preso 95.

Indichi per piacere il voto ottenuto all'esame di maturità..

Se ha meno di 100 non può partecipare a questo concorso...

Ohh che voto gli dai a quella gnocca? Io 7!

Voti, Voti, Voti, Voti e voti.

Da quando nasciamo a quando moriamo veniamo giudicati con dei voti.

Anche qui, si si, nei blog c'è la classifica. Entrano un tot di utenti allora sei primo, senò mi dispiace sei ultimo e nessuno ti legge.

Oppure ci sono siti appositi per votare i blog. Vota il miglior blog! Vota la miglior tetta, il miglior culo, il miglior cervello! E no, il cervello no, non conta più di tanto, di questi tempi meglio aver un bel "template" che un bel cervello. Poi "template", ma non si può dare un nome italiano, tipo mascherina? O Modello? No, no, meglio "template" fa più figo.

Qualche giorno fa, mi hanno scritto questo commento: "Il 5 di ogni mese si terrà l’Isimaro blog festival , fra i blog che hanno inviato le risposte al mio questionario, sceglierò i tre che più hanno attirato il mio interesse, ed alla fine tra i vincitori del mese ne sceglierò tre che saranno i bloggher dell’anno…"

Non ci credo, sono arrivati anche qui.

Il bloggher dell'anno??? Ma a fare che? Chi è che decide cos'è il migliore? Chi è il migliore! Vi scrivo qualche domande a cui si dovrebbe rispondere: "5. Dividi la tua vita con qualcuno ?" "7. Sei un? Libero professionista, impiegato, studente, disoccupato o cosa?" "11. Credi in Dio ?" "2. Perché hai deciso di aprirne uno?"

Ma perchè volete classificarci per forza? Perchè volete sapere i cazzi nostri ogni santo giorno, in ogni luogo, in ogni momento della nostra vita!

La competizione, una "sana" competizione. Quante volte abbiamo sentito questa frase, "una sana competizione" ma cosa cazzo c'è di sano nella competizione?!

Una studentessa: "le volevo chiedere se la competizione è da considerare come conseguenza di un istinto naturale nell'uomo oppure come conseguenza della società in cui viviamo."

Sociologo: "le forme della competizione sono quasi esclusivamente dettate dalla società e dalle culture, quindi le forme della competizione, gli scopi per cui si compete, il conflitto sono tutti elementi determinati dalla cultura.

"L'arrivismo e tutte queste cose non hanno più niente di naturale, oggi, sono il risultato, come dire, di codici di comportamento, di codici che noi consideriamo naturali semplicemente perché ci viviamo dentro. Ora, poi, c'è anche il problema che se noi non pratichiamo, in qualche modo, la ricerca del denaro o del posto o il successo scolastico, soccombiamo".

Soccombiamo... Soccombiamo.... Soccombiamo... Non hai un Bmw z3? Allora soccombi. Non hai le scarpe Prada? Allora soccombi. Non sei un direttore? Allora soccombi. Non hai una villa con piscina? Soccombi. Non hai una laurea? Soccombi!

Io voglio essere un "soccombitore", piuttosto che essere vuoti come loro.

"Preferisco morire piuttosto che girare con una Panda" una frase terrificante sentita da un mio amico, il cui padre è pieno di debiti.

Mediocri. Siete solo dei mediocri.

DeMoNsSs @ 13:05 | commenti (26)(popup) | commenti (26)
venerdì, 06 aprile 2007 | in : pensieri, riflessioni, racconti, anoressia

Mi scendono le lacrime, piango e piango come un bambino, per una principessa.

Principessa questa lettera e per te, non mi hai chiesto di scriverla, non mi hai chiesto di aiutarti, non mi hai chiesto niente, sei una principessa del no. Ci sto provando a capirti, provo ad immaginare il tuo dolore, ma non voglio.

Voglio vedere i tuoi occhi come due stelle che luccicano, voglio alzare il tuo viso con una mano sotto il mento e scorgere in te un piccolo sorriso, vedi principessa voglio darti felicità, ma non sò come fare. Ti immagino distesa su di una spiaggia dorata, con il vento che ti accarezza i capelli, con gli occhi chiusi e con un sorriso pieno d'amore, principessa stasera mi sento solo, non sei tu ad aver bisogno di me, ma io chiedo aiuto a te, ho bisogno di te, non negare la tua esistenza.

Ti prego aiutami a non piangere più per te. Io non mangio, un ricatto a te stessa, non mangio e nego la mia esistenza, si perchè non mangiando si arriva a non esistere, ma in fondo lo fai per amore o per odio, due sentimenti così diversi, ma così forti da poter cambiare il mondo. "Perchè il cibo non sarà mai più solo cibo. Non sarà mai più solo nutrimento".


Hai due splendide ali, perchè non riesci a volare? Rimani rannicchiata in un angolo, nascondi il tuo viso, ma le tue splendide ali sono sempre intatte, splendide. Principessa prova a volare, io non sò come fare, ma anche se lo sapessi fare, non mi permetteresti di aiutarti, non sono un angelo come te, ma tu dentro di te sai come fare, trova la forza, il coraggio per farlo. Io rimango qui, da solo, principessa mi sento solo e questo vuoto lo puoi riempire solo tu...

DeMoNsSs @ 00:24 | commenti (26)(popup) | commenti (26)
giovedì, 05 aprile 2007 | in : pensieri, riflessioni, racconti, la telecamera che suda

"Signore, non può baciarsi con la sua ragazza alla fermata del tram, la preghiamo di smettere senò saremo costretti a spruzzarle dell'acqua fredda!"

Le nostre città, tra breve, non solo saranno invase da telecamere per osservare ogni nostro minimo movimento (forse lo sono già?), ma adesso arriva la fantastica notizia, la telecamera che parla!

Ebbene si, sembra una barzelletta, ma purtroppo non lo è.
Tutto questo succede a Londra, o meglio sta partendo da Londra.
Un ragazzo aveva appena lasciato una lattina su di una panchina, scoperto dalla telecamera, con gentilezza lo avvisa che proprio accanto a lui c'è un cassonetto e di buttarla lì. E' utile una telecamera così, ovviamente secondo loro, perchè fa leva sulla paura di essere rimproverato.

Un sondaggio ha rivelato che tra il 70 e l'80 percento della popolazione ritiene giustificata una riduzione della libertà, per avere maggiore sicurezza. Io credo che questo sia la cosa più preoccupante, sono riusciti a farci credere che togliendoci la libertà siamo più sicuri. Ma non lo credete orribile?

Questi sanno di noi pure a che ora andiamo a cagare e noi rimaniamo buoni e tranquilli come delle pecorelle?

Quando ci metteranno dei microchip sotto la pelle la penseremo ancora così o forse non potremo neanche pensarle o scriverle queste...

Azzo mi hanno bloccato proprio quando stavo ultimando...

Svegliatevi perchè ci vogliono dormienti

DeMoNsSs @ 10:12 | commenti (11)(popup) | commenti (11)