Prendere una decisione difficile, come per esempio decidere di “staccare la spina”ad un tuo parente perché non ha più speranze di vita, è un peso enorme che nessuno vorrebbe affrontare ma non hai scelta, non hai vie d’uscita, la decisione la devi prendere tu e nessun altro. Stai lì immobile al capezzale, guardando dritto in faccia la persona che hai amato. Adesso invece la stai odiando perché speri in un suo gesto, speri in qualcosa che ti possa far prendere la decisione giusta e scagli verso il muro tutto quello che trovi sotto mano per la rabbia. E qualsiasi cosa farai, penserai sempre di aver fatto la scelta sbagliata e te lo porterai dentro per tutta la vita, vivrai una vita normale come tante altre e ogni tanto passerà una nuvola piena di pioggia a ricordarti le scelte sbagliate o presunte tali, che hai preso. E ti chiederai ogni giorno, se avresti potuto prendere un’altra decisione, ma decisioni giuste non ce n'è.
Hai aspettato così tanto, quasi sette anni, avete affrontato mille sacrifici e non pensavate che fosse così difficile riuscire a concepire un bimbo, ma finalmente l’esito è positivo, sei incinta.
Conti le settimane, ma anche i giorni, che ti separano dal grande evento, hai letto qualsiasi libro che hai trovato in biblioteca che riguardasse la gravidanza e anche dopo la gravidanza, hai comprato riviste e hai visitato mille siti web. Adesso finalmente la vedrai, finalmente avrai davanti il marmocchio che ti ha tirato calci per tutto questo tempo, finalmente saprai chi hai accarezzato attraverso il tuo pancione e a chi hai rivolto parole dolci e affettuose.
Il giorno arriva, la gioia e la preoccupazione si accavallano. Prima di entrare in sala parto mi hai detto di andare a prendere i vestitini per la nostra bimba. Ma qualcosa non và per il verso giusto, vedo uscire il medico con la faccia preoccupata che si dirige verso di me, vedo solo le labbra del medico muoversi e le poche parole che riesco a capire sono “ sua moglie ha preferito far vivere la sua bimba, lei non ce l’ha fatta”. Ha continuato a parlare, non so cos’ ha detto, probabilmente la causa della tua morte e perché hai preso quella decisione.
Adesso ho tra le braccia la piccola Chiara, io la guardo e lei rivolge il suo sguardo verso il cielo.
La vita fa paura, bisogna prendere delle decisioni che ci faranno soffrire o addirittura morire, dipende tutto da noi, non si può tornare indietro nel tempo e cambiare qualcosa. Nella vita le cose che contano non si ottengono mai con facilità.


Prende la macchina, non è la prima volta che guida quando ha bevuto, la strada tanto la conosce alla perfezione. Corre, lei dice di rallentare un pò, anche se dovesse arrivare 5 minuti in ritardo non succederebbe niente, sentire sua mamma strillare non le fa molto piacere, ma tanto non sarà nè la prima nè l'ultima volta. Invece sarà l'ultima volta, la macchina sbanda sull'asfalto umido, si sentono le urla delle ruote che si confondono con le urla della ragazza, lei stringe le sue piccole mani in un pugno e chiude gli occhi. La corsa della macchina si ferma davanti ad un albero, lui riesci ad aprire gli occhi, ma lei non li aprirà più.
Che certezza abbiamo nella nostra vita? Hai la certezza che sei nato, (anche se non te lo ricordi) hai la certezza che in questo momento stai leggendo una pagina su di un computer, hai la certezza che i tuoi occhi funzionano abbastanza bene per leggere questa roba sul pc, hai anche la certezza di essere abbastanza intelligente per comprendere questi strani simboli che sin da piccoli ci hanno abituati a interpretare. Hai la certezza di avere un lavoro, una moglie che ti ama e magari anche dei bambini. Hai la certezza di avere sempre degli amici che ti aiutano nel momento del bisogno, sempre pronti a sbronzarsi con te. Hai la certezza che la tua casa non verrà mai distrutta, hai anche la certezza che tu non avrai mai un incidente in macchina, perché, diciamola tutta, sei veramente bravo a guidare, sei talmente bravo che quasi ti dimentichi di quel tuo amico che adesso si trova sulla sedia a rotelle e che deve rimanerci per tutta la vita. Hai anche la certezza che tua moglie ormai non ti lascerà più, figurati se mia moglie può lasciarmi per un altro, figurati se la tua fidanzata (che ti ama così tanto) ti può lasciare in un momento così delicato della tua vita, proprio quando scopri di avere un tumore, proprio quando cadi in depressione. Figurati se i tuoi genitori possono morire proprio in questo periodo in cui hai bisogno tremendamente di loro, figurati se io posso perdere il mio posto di lavoro, tutti mi stimano e mi trattano bene perché mai dovrebbero farlo? Hai la certezza che tua moglie non verrà mai toccata, ma che dico toccata neanche sfiorata da un estraneo che ha brutte intenzione, molte brutte, talmente brutte che la uccide e la butta in fosso. Se talmente fermo, immobile, hai le tue radici talmente ben piantate sul terreno che pensi che tutte queste cose non possano capitare a te, ma che sia solo roba che si legge su di un giornale. Hai la certezza che nessuno ti potrà togliere il tuo bambino, hai la certezza che quel bambino che hai in grembo starà con te per tutta la vita (o almeno una parte della sua vita) o almeno fino nel momento in cui un uomo invisibile te lo viene a rubare, e allora sei costretto a vivere con quel incubo, sei costretto ad incatenarti davanti al Quirinale. Bè amico mio, ti do una brutta notizia tutte queste cose le hanno già fatte e non ci penseranno due volte a farle anche a te! Devi avere una sola certezza nella tua vita, la morte. Lo so, lo so non è un argomento molto allegro, ma neanche molto triste, fa parte della vita, come appunto l’essere nati. Buona fortuna.







